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passaggi dagli sconosciuti

Quando accetti i passaggi dagli sconosciuti…

Eravamo a Sumatra, avevamo già un biglietto in mano di un bus che ci avrebbe portato a Pekanbaru quando un ragazzo del posto ci offre un passaggio,ma poi…

Se sono ancora qua è perchè al tutto vi è un lieto fine , ma guardando indietro , al passato , non posso negare di aver fatto una cazzata. Una avventurosa indimenticabile cazzata , che ha senso parlarle sia per ricordarmi quanto sono stato incosciente sia per mettere in guardia altri che come me potrebbero trovarsi in problemi simili se non peggiori.

Ero con un mio amico e compagno di avventure a Sumatra, un grande viaggio con un sacco di posti incredibili che devo ancora organizzare il tempo di elencare sul blog.

L’altro giorno ho rivisto le foto e ho ritrovato un fantastico filmato di pochi secondi di quando abbiamo attraversato Sumatra da Bukittinggi a Pekanbaru, un tragitto di solo 220 km , ma per chi è stato a Sumatra sotto i monsoni sa che si parla di più di 10 ore di viaggio.

Ma a parte l’impresa è il pensare che ai tempi siamo stati proprio fortunati, a parte a sopravvivere a un viaggio fatto sotto un diluvio , su asfalti lavati dalle inondazioni , guidando anche la notte e su una jeep scassata senza luci , ma fosse solo quello , abbiamo rischiato di finire appesi per traffico di droga.

Ma partiamo dall’inizio

Eravamo verso la fine del nostro viaggio a Sumatra , disintegrati da monsoni , caldo umido infernale , viaggi hardcore in bus per lillipuziani dove stavi per 12 ore , senza fermarti , in 8 su sedili da 3, girando posti attraverso posti dove spesso manca l’acqua o la corrente , 5 mondo.

Verso la fine però il livello di “comodità” si è alzato molto , soprattutto a Bukittinggi , che è una località “turistica” nel mezzo Sumatra , centro nevralgico per spostamenti verso altre zone di interesse turistico.

Era l’ultima sera e avevamo già comprato il biglietto del bus per Pekanbaru. Viaggio stimato di circa 9 ore + ritardi. A Sumatra non è che puoi viaggiare in tanti modi , o usi i mezzi locali , che a confronto di quelli thai sono un treno merci o usi mezzi privati di agenzie super costose (quando ci sono) perchè spesso neanche ci sono.

Ora se vai a Sumatra tendenzialmente sai cosa ti aspetti , puoi essere un pò più “comodo” girando alcune località turistiche , ma ti perdi un pò quello che c’è nel mezzo.

Fatto sta che verso la fine del viaggio , stremati da caldo , monsoni , influenze tropicali , dita rotte e altre sfighe di viaggio , quando trovi uno che ti si avvicina al ristorante , parlandoti anche con un decente inglese , a Sumatra , subito dovresti sentir suonare un campanello dall’allarme.

Sicuramente un campanello che sarebbe suonato se ci avessero brancato il primo giorno di viaggio , ma all fine di un percorso di questo genere , dove ne abbiamo viste di tutti i colori , non ci è sembrato cosi strano.

Fatto sta che mentre parliamo fra noi di quanto avremmo sofferto nel bus per Pekanbaru , questo ragazzo ci si avvicina dicendo “Pekanbaru?” Io devo andarci domani mattina , siccome è un viaggio lungo e non mi va di farlo da solo , perchè non venite con me , vi lascio il mio numero fatemi sapere , mi farebbe piacere etc etc etc.

Appena va via il ragazzo , la prima cosa che ci diciamo è stata : Inculata.

Ma che coincidenza è che noi domani dobbiamo prendere il bus proprio per Pekanbaru e questo , vestito con 4 stracci arriva in uno dei ristoranti per turisti del posto , ci si fionda per offrirci un passaggio.

Io , che in Italia mi ero sparato mille puntate di serie TV Show tipo “prigionieri di viaggio” ,già mi ci vedevo in una cella indonesiana ad aspettare la pena di morte per traffico di droga , storia same same quelle della TV , il turista coglione si fa tirare in mezzo dal locale simpatico e poi essere incastrato per spaccio di droga.

Il mio socio però mi redarguisce , alla fine obiettivamente abbiamo trovato sempre persone gentili e fantastiche a Sumatra , aiuti e gentilezze in cambio di nulla e che io ero paranoico.

Poi c’era anche il fatto che avevamo già i biglietti del bus , ok pagati 2 soldi , ma perchè andarci a infilare in situazioni dubbie ?

Fatto sta che il giorno dopo (io mi ero scassato un dito nella jungla 2 giorni prima) il mio dito era grande come una capanna , il bus era di quelli con le persone legate sul tetto , di quelli che non si fermano mai e dove la gente sbocca dai finestrini , per intenderci.

Al che abbiam detto : fanculo , mettiamoci nelle mani del destino e scrocchiamo questo passaggio.

Chiamiamo il ragazzo e diciamo che ci stiamo e siamo pronti a partire. Ci risponde che vi viene a recuperare con il suo mezzo e aspettiamo.

Il ragazzo arriva in ritardo , la jeep era tenuta su con lo sputo , se la ferma deve scendere con la batteria che tiene nel baule per farla partire , non ha le luci , cambio tenuto su con lo scotch, sumatra style comunque.

Ci porta a casa sua ,che deve farsi un caffè e una doccia prima di partire e già li un pò ci prudre il culo , ma alla fine non succede nulla , il tipo ci offre il caffè e prende il suo tempo.

E’ l’uomo più lento del mondo.

Poi capiamo che non è che è lento o addormentato , è semplicemente sempre fumato ! 

Li ci si accende il primo campanello di allarme ma in quella zona di Sumatra , nonostante se ti beccano ti fanno la pelle , nel vero senso della parola , tanti ragazzi si fumano l’erba della jungla.

Fatto sta che partiamo al mattino e inizia a piovere e parlo di secchiate d’acqua.

Iniziamo un viaggio che non finisce mai , dalla parte sud a quella nord di Sumatra , fra montagne , strade slavate , andando a zero all’ora. Non si vede praticamente niente e non ci fermiamo praticamente mai.

Nel viaggio gli chiediamo che fa di lavoro , un’ottima risposta “Un pò di questo e un pò di quello”

Scende anche il buio e le luci non vanno , per cui a zero all’ora , senza luci , in mezzo al niente , continuiamo la strada verso Pekanbaru.

Ci siamo cagati in mano più volte ovviamente.

Fatto sta che arriviamo finalmente a Pekanbaru , a notte fona , questa cittadina ignorante costruita con i soldi del petrolio locale formata da qualche edificio moderno sparato a caso sulla città e da migliaia di edifici diroccati con fogne a cielo aperto.

Siamo comunque arrivati sani e salvi.

Dopo un viaggio surreale in uno dei luoghi più poveri del sud est asiatico ci troviamo a parcheggiare nel parcheggio di un Grand’Hotel.

Salta fuori che l’autista era amico di un giudice delle olimpiadi indonesiane e che dormiva li e che era ben felice di farci sfiancare nella sua mega stanza papponissima del grand hotel.

Parcheggiamo il nostro mezzo diroccato che sembra uscito dall’ultimo Mad Max e entriamo nell’albergo.

Se non fossimo stati occidentali , per come eravamo conciati , non ci avrebbero mai fatto entrare , ma dato che eravamo gli unici stranieri in Hotel , se non del quartiere , ci hanno accolto senza problemi.

Arriviamo nella stanza ed è li che arriva la sorpresa.

L’autista apre lo zaino e BOOM , mattonelle di fumo , kilate.

Roba che se ti fermano in indonesia ti danno la pena di morte senza passare dal via (e a Sumatra nella zona nord islamica va di moda anche purgarti sul posto).

Mentre ci guardiamo tra me e il mio amico con uno sguardo che dice tutto (bestemmie incluse) , ci prepariamo per salutare l’amico e gentil autista nelle ore successive.

Appena arriva la luce prendiamo e ce ne andiamo per continuare il nostro viaggio , sani e salvi.

Tengo a precisare che in nessun momento durante il viaggio ci siamo sentiti minacciati o abbiamo pensato ci fosse qualcosa di losco sotto, anzi dopo mille ore assieme sembrava proprio uno ok.

A distanza di tempo i pensieri che mi vengono alla mente

  • Se ci fermava uno dei tanti check point militari lungo le strade di Sumatra , cosa sarebbe successo ?
  • Può essere forse che il ragazzo abbia voluto degli stranieri e se fosse successo qualcosa dire che il pacco era nostro e lui un semplice autista ?
  • E’ il ragazzo era semplicemente un autentico , ingenuo , coglione ?
  • Non ci ha visto nulla di male e non voleva fare il viaggio da solo ?

Dopo quasi 3 anni in Thailandia , sono sicuro che difficilmente accetterei un passaggio da uno sconosciuto. E’ un discorso più profondo e spesso collegato a luoghi più che a società. In paesi veramente proveri , rurali , diciamo di altri tempi , un passaggio o chiedere una mano ai locali non è visto male ed è quasi standard.
Non accetterei per dire un passaggio da un Thai a Khaosan Road per un posto qualsiasi della Thailandia.

Una cosa è certa , in nazioni tipo l’indonesia ci penserò 12 volte prima di accettare un passaggio da uno sconosciuto.

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  • Raffaele

    Naturale che si sentisse piu’ protetto con due stranieri a bordo, poteva passare per una sorta di tassista come spiegazione del suo viaggio, sicuramente avrebbe dato meno nell’occhio…vi ha detto proprio bene.