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Nomadi digitali | La differenza tra il dirlo e il farlo

Parliamo di Nomadi digitali, anche se noi più che girare continuamente spostiamo l’headquarter, qualcosa in comune l’abbiamo, per lavorare ci basta internet.

Mi scrivono un oceano di persone che pensano che questo blog sia il mio core business e quello di cui vivo, purtroppo per loro (e soprattutto per me !) non lo è, sarebbe figo lo fosse ma attualmente non sto lavorando a che lo diventi, il perchè è semplice : faccio altro che vale molto di più.

Però conosco e frequento una bella kilata di nomadi digitali, travel blogger a tempo pieno e persone che come me per vivere gli basta una connessione internet e non sono tutti uguali, anche se a tutti piace accumunare chi lavora con un pc come nomadi digitali.

E’ abbastanza fuorviante. Un pò gratifica troppo chi semplicemente fa data entry, 4 chiamate da supporto remoto, un pò fa passare per hippy che cazzeggiano tutto il giorno chi si è fatto un culo quadrato per costruire una azienda vera ed è riuscito a mantenerla funzionante gestendo il tutto da remoto o in outsourcing (ogni riferimento a me è puramente casuale).

Quando a metà 2012 ho deciso di mollare gli ormeggi alla volta dell’Asia non è che seguissi molto la scena delle persone che lavoravano online, appunto come va di moda chiamarli ora nomadi digitali. 

La differenza è stata il passare da “dipendente” a lavorare per conto mio, mentre il viaggiare è sempre stato parte delle mie passioni.

Molti mi chiedono : Ma te sei un nomade digitale ?

Se per nomade digitale è qualcuno che basa il suo business e le sue entrate sul lavorare al computer forse si.

Ma questo non lo fanno anche i dipendenti ? Non lavoriamo ormai in massa tutti al computer ?

Allora forse bisogna collegarci il nomade, il girare continuamente, dedicare la propria esistenza al viaggiare e cercare di mantenere quello standard di vita da esploratore in qualche modo.

Questo si che è figo, ma tranquillo, non sono io !

Quel modo è oggi il lavorare online creandosi qualche business o essere dipendenti da remoto.

Ma se invece lavori online, viaggi ma hai un headquarter da qualche parte cosa sei ?

Boh, non lo so. Almeno io non so cosa sono.

Limiti e problemi di molti Nomadi Digitali

Quando decisi di vivere a Bangkok non fu una scelta casuale.

Il motivo principale era la possibilità di mantenere attivi tutti i miei passati contatti da dipendente ma muovere io i fili del gioco avendo lavorato per anni con clienti e fornitori asiatici.

Aprire una società IT in una nazione dove, nonostante le leggi draconiche sulle percentuali di possesso della società da parte degli stranieri per società classiche, ci fossero dei privilegi per chi appunto, come me, lavorava nell’IT.

Mi serviva qualcosa con standard di vita non troppo arretrati (che mi portò a rimuovere dalla lista Cambogia, Laos, Birmania e anni fa il Vietnam), servizi esistenti (se te li puoi permettere) e un insieme di leggi per la vita quotidiana non troppo restringenti (che mi fece rimuovere dalla mia lista la Malesia e gli altri paesi con leggi troppo legate alla religione), costi di startup ridotti.

Non solo. Negli ultimi 10 anni si era sviluppata una generazione di persone, che aveva sviluppato il proprio core business sul mondo dei servizi (sviluppo software, drop shipping, b2b online, sviluppo di videogiochi e applicazioni, supporto remoto) e aveva messo base tra Bangkok e Chiang Mai, grazie a degli incentivi che la Thailandia ha fatto tramite il Board of Investment.

Tutto a un tratto quelli che io chiamerei NERD, in cui mi includo senza vergogna, con quel nome che reputo più sensato e che fa meno figo di nomadi digitali, saltano alla ribalta con interviste sui quotidiani perchè scappano dall’Italia, girano il mondo o si piazzano in qualche isola tropicale lavorando online.

Ma non c’è sempre stato questo tipo di lavoro ? O la crisi ha voluto fomentare la cosa ?

Viaggio spesso in giro e chiaramente questo blog può creare un immaginario collettivo che io sia sempre in viaggio a palle all’aria (si lo so postare di reportage di viaggio al mare quando in Italia fa -20 gradi fa rosikare grandi e piccini).

In realtà non è cosi e non lo è neanche con quelli che si definiscono, almeno con successo in maniera strutturata, nomadi digitali.

Costruire un’attività online non è diverso dal farlo con una attività locale, ovvero bisogna lavorare.

Nomadi digitali | Tra cazzate e realtà

La fase di startup di un business online è un momento hardcore della tua vità, dove lavori 40 ore al giorno, dove ci sono fallimenti su fallimenti su fallimenti, dove, come per ogni attività nell’universo, l’improvvisazione e il mancato studio e progettualità del lavoro, unito a farsi un culo quadrato, non ti portano da nessuna parte.

Le botte di culo non esistono per intenderci e lavorare su internet vuol dire essere pronti a sporcarsi le mani. Le regole scritte ci sono, quelle non scritte e della jungla sono molte di più.

Vivere in un ambiento multi culturale come Bangkok, dove ci sono centinaia di startup e una tonnellata di expat che sviluppano software e progetti online (di cui italiani ne conosco 2 sui quasi 100+ che frequento, compresi i miei 2 soci che sono stranieri) mi è servito a poter concentrarmi nello sviluppo dei miei business senza perdere la concentrazione.

Non potevo startuppare al mare o dove si vive da party boy, perchè per lavorare DEVI LAVORARE e le distrazioni devi rimuoverle dalla tua road map.

Per cui il nomade digitale che non lavora e viaggia e basta non esiste. Magari esiste se è ricco o si è arricchito in precedenza, LAVORANDO, o qualche progetto a cui HA LAVORATO, ha fatto il botto e gli ha portato ad avere delle rendite fisse.

Di fatto nel sogno della vita da viaggiatore c’è sempre qualcosa nel mezzo, che ricchi a parte si chiama LAVORO.

Come, in Thailandia si può rimanere concentrati ?

E’ qui che vanno messi i puntini sulle i

Quando decidi di spostarti in qualsiasi posto nella galassia non puoi e non devi minimamente neanche immaginare che i tuoi ricordi di quel luogo, dove ci hai fatto le vacanze, siano minimamente replicabili  quando ci vivrai e ci lavorerai.

Se lo fai potrai solo regalarti grandi delusioni

Quello che sta a lavorare in spiaggia bevendo il mohito è qualcuno che ci è arrivato con un processo fatto di sudore e sacrifici, come per ogni business ed è in quella determinata spiaggia perchè prende il WI-FI, perchè altrimenti la sua fonte di sostentamento andrebbe a mancare.

Lavorare online | Attento a quello che cerchi

Lavorare online nel 2015 non è nient’altro che cercare di accorciare la catena del contatto fornitori clienti cercando di mettere come intermezzo tipicamente un sito internet.

Non sempre è possibile.

Se per dire sviluppi software è chiaro che è più facile lavorare dove vuoi, mentre se produci un prodotto fisico non potrai andartene in giro per il mondo fino a quando non avrai strutturato il tuo business per fare in modo che la “baracca” prosegua anche in tua assenza, magari avendo messo in outsourcing la tua posizione.

A parole è semplice ma in pratica ci siamo capiti : di sicuro nella vita c’è solo la morte.

La libertà vera è una cosa, lavorare online è un’altra cosa

Quando pianifico un nuovo viaggio so benissimo che non posso essere “veramente” libero, anche se fa figo vendere quell’immaginario comune.

Non posso stare via mille mesi senza una connessione internet. Sono di fatto prigioniero.

Alcuni business raggiunto un certo livello hanno bisogno quanto meno della possibilità di una visione dall’alto di come va la tua azienda, e per farlo tipicamente ti servirà internet.

Giro in Papua Nuova Guinea di un mese in mezzo al niente ? Attualmente No way

Sei in vacanza e succede un delirio e non hai la connessione internet : Devi spostarti  

Rapporti personali e amicizie reali da nomadi digitali

amici amici

Un’amicizia è come una pianta, la devi bagnare, la devi coltivare.

Sicuramente quei 4 giorni che ho passato a scalare montagne con un russo con cui ancora oggi scambio battutine su facebook, esperienza indimenticabile con una persona meravigliosa, non la posso paragonare con le amicizie di una vita vecchie e nuove o con i rapporti di amicizia nuovi sviluppati a Bangkok con alcune persone sviluppati mese dopo mese.

Quando sento di nomadi digitali che hanno amici ovunque nel mondo, c’è da chiedersi quanti di essi rivedranno nel corso di una vita, inviteranno a casa per Natale.

Ne conosco un paio di persona che ho beccato a Bangkok, perchè qui hanno la base per gli spostamenti, e il loro più grande rammarico è che le loro vere amicizie di una vita si sono smontate negli anni in cui giravano il mondo. Certo hanno un profilo facebook con 2000 amici ma poi di fatto quando passano da Bangkok mi chiamano per una Birra.

Qualcosa non quadra o mi son cresciute le tette ?

A volte quello che sembra figo lo è appunto perchè è figo vederlo da fuori.

Il viaggiatore solitario che si fa l’overland in ciabatte dall’India a Londra è sicuramente un mito che ci fa sognare.

Ma come in Into The Wild, life is sharing e quando posso io preferisco sempre viaggiare con amici, per condividere un grande viaggio.

Certo, a volte non è possibile, e piuttosto che non viaggiare, meglio farlo da soli.

Ma siamo animali sociali e per quanto non sia contro i viaggi in solitaria, ne ho fatti e non me ne pento, dire che sono i viaggi della vita, perchè si vivono esperienze solitarie dove non si ha bisogno del prossimo, è vero fino a un certo punto se poi quei solitari nomadi digitali hanno bisogno di un blog e internet per avere un contatto umano.

Troppo cattivo ?

Costruire relazioni sociali (di amicizia e business) di un certo livello e in gran numero è molto più semplice quando hai quanto meno una base nella tua area di interessi.

Questo non per sentito dire.

Oggi potrei lavorare da ovunque e spostarmi continuamente, ma spostare un headquartier e non la propria persona continuamente, è quello che consiglio a chi vuole intraprendere una vita indipendente lavorando online e costruire relazioni stabili che hanno un valore per il futuro.

Alcuni esempi di nomadi digitali di successo che frequento in Thailandia

Non posso fare di tutta l’erba un fascio ma voglio far capire che travel bloggers e nomadi digitali non è assolutamente la stessa cosa.

Vi faccio alcuni esempi di ragazzi che frequento, lavorano al 100% online, passano spesso dalla Thailandia per pause più o meno lunghe mentre il resto dell’anno lo passano in giro per il mondo, di fatto gli serve solo una connessione internet :

  • Sviluppatori software : Si questi fottuti nerd, che tutti si immaginano negli scantinati di nonna, sono lo zoccolo duro del viaggiatore moderno. E attenzione non parlo di sviluppatori Web.
    Lo sviluppatore software, mobile o per computer, gli basta il PC, neanche la connessione. Quella gli servirà solo quando dovrà consegnare il lavoro, che non è detto sia qualcosa di quotidiano.
    Ho paio di amici svizzeri sviluppano piccole app per iPhone per grosse aziende continuano a spostare la loro base di lavoro.
  • Internet Marketer : Un altra parte da leone la fanno tutti quei publisher che come mercenari guadagnano introiti mostruosi spingendo in modo selvaggio le campagne pubblicitarie dei principali advertiser sul mercato. I più grossi vivono tutti a Bangkok.
  • Commerciali esteri e import export per la vendita di prodotti fisici. Il porta a porta è finito e dopo aver chiuso dei contratti di rappresentanza solidi con dei fornitori la ricerca del cliente è una guerra che combatterai usando Alibaba e altre piattaforme B2B, oltre al tuo sito personale.
  • Blogger e siti di recensioni. Alcuni amici scrivono recensioni su testate italiane di alto livello, hanno un normale contratto ma di fatto non vanno in ufficio e lavorano da casa. La casa può chiaramente essere ovunque. Alcuni lavorano a contratto altri ad articolo.
  • Traduttori e fornitori di servizi online. Persone che lavorano nel campo delle traduzioni per grosse aziende, nel campo del testing dei software, dell’assistenza remota.

E la lista non finisce mai.

I miei due soci, entrambi stranieri, giusto per farvi un esempio.

Uno ha una società di sviluppo web e SEO, ha il 100% della sua forza lavoro in outsourcing e si occupa di gestire i progetti ad alto livello e seguire i clienti da remoto, un core business da circa 20k pound al mese puliti ad oggi per una attività iniziata dal basso in UK 5-6 anni fa. Il suo punto di arrivo di oggi è basato su un lento farsi il culo quotidiano dove nulla è lasciato al caso. 
L’altro mio socio gestisce ed è proprietario del sito principale di informazione sulla muay thai al mondo, gestendo da remoto con altri l’espotazione dei prodotti dalla Thailandia, la programmazione degli incontri e iniziative televisive inerenti allo sport su scala nazionale. Un business iniziato svariati anni fa, dove anche se lavora al 100% da remoto, in maniera indipendente e senza capi, lavora di fatto un botto di ore a settimana, ovviamente con alti guadagni.

Entrambi si alzano al mattino, da ovunque questo è vero, per lavorare il loro buon quantitativo di ore, un quantitativo di ore condito da responsabilità, sbattimenti, problemi. L’esperienza poi è chiaro che ti permette, se sai gestirti, di sviluppare i tuoi orari di lavoro come ti pare.

E’ vero, possono farlo da una villa al mare, facendosi un selfie su facebook all’alba e uno al tramonto per far rosikare gli amici da casa, ma nel mezzo si fanno un culo quadrato e non si sentono in vacanza.

Tra percezione e realtà

L’errata percezione dei nomadi digitali e articoli tra mito e leggenda che si leggono in giro sembra far passare che basti un sitarello e un paio di ciabatte per costruirsi un futuro stabile e coi contro coglioni nel giro di un paio di mesi.

Se è vero che un idea geniale fa la differenza, quell’idea non la hanno tutti e gli altri devono ancora farsi il classico culo per raggiungere i goal preposti.

Qualcuno ce la fa, ma il grosso è li che combatte day by day o vive alla giornata.

Un altra percezione errata è che se sei in Italia con un lavoro dipendente sei uno sfigato e se sei un nomade digitale sei un figo.

Forse cucchi di più, forse fa più scena, ma come ogni lavoro da “imprenditore”, non si dorme mai e il carico di responsabilità ( a meno che lo fai alla cazzo e fregandotene o hai 20 e qualcosa anni e per tanto capisco il vivere anche alla gioranta) a certi livelli del gioco può farti rimpiangere lo staccare tutto alle 18 del venerdi e sbattersene le palle di quello che succederà nella galassia fino al lunedi successivo.

Alla fine chiamali come vuoi, se vuoi nomadi digitali o come dice mia nonna quelli che lavorano con il calcolatore, ma l’importante è che quando arriva la sera vai a letto soddisfatto di quello che sei e di quello che fai, lavorando per realizzare dei sogni e non sognare di realizzarli.

Per il resto provarci è gratis.

About Pier Sottojox

Vivere e viaggiare all'estero e scriverci ogni tanto sopra.

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