Home / Thailandia / Thailandia del nord / Templi e Buddismo | Il Wat Umong a Chiang Mai

Templi e Buddismo | Il Wat Umong a Chiang Mai

Il Wat Umong? Antico quanto atipico ed affascinante tempio ai margini della città, totalmente immerso nel suo paesaggio apparentemente lontano da tutto e meta perfetta per chi cerca un’oasi di meditazione comunque vicina al cuore di Chiang Mai.

Raccontandovi Chiang Mai come “la Città Sacra dai trecento templi” vi abbiamo già presentato alcuni templi a cui la Perla è particolarmente legata: il Wat Chedi Luang con la sua grande stupa antica, il Wat Phrasingh, centro religioso più importante di tutta l’area e il Doi Suthep, uno dei templi più famosi di tutta la Thailandia. Ma se volete godervi un tempio tanto importante quanto poco conosciuto, la vostra prossima passeggiata dovrà senza dubbio avere come destinazione il Wat Umong.

Situato alle pendici della montagna del Doi Suthep, il Wat Umong si trova non distante dall’area della Chiang Mai University e a pochi chilometri dalla Nimmanhaemin Road, il “centro moderno e occidentale” della città, aspetto buffo se considerate che il bello del Wat Umong è proprio l’opposto: un ambiente antico e misterioso che rimane veramente un po’ fuori dal tempo e del tutto emblematico dell’armonica fusione tra religione, atmosfera e natura che spesso si respira nel Buddismo.

 

 

Un pochino di storia

Venne fatto costruire nel 1297 dal Re Manglai della dinastia Lanna, utilizzando per altro riferimenti diretti (come la replica del Asoke Pillar, stele che potrete vedere all’ingresso del tempio) per sottolineare il legame con l’origine indiana del buddismo (la stele originale di trova a Vaishali ed il simbolo con le quattro teste di leone è emblema nazionale indiano).

I due elementi architettonici più importanti del Wat Umong sono senza dubbio la grande stupa in stile Lanna ed il sistema di antichi tunnel che passa sotto la stessa.  La leggenda vuole che questi tunnel vennero costruiti per ospitare un monaco molto famoso ma mentalmente “particolare” e che vennero affrescati con scene di bosco per permettergli di mantenere l’abitudine di vagare tra alberi e cespugli anche vivendo nella pancia del tempio.

Al di là delle leggende i tunnel del Wat Umong sono particolarmente interessanti perché “novità” inedita rispetto al normale paesaggio architettonico a cui ci si abitua visitando i templi del nord della Thailandia e perché, anche grazie a quel che rimane degli affreschi originali, offrono un ambiente decisamente particolare e sospeso che, probabilmente più agli occhi degli occidentali che a quelli Thai, rimanda all’immaginario misterioso e antico del buddismo.

 

Nell’area del Wat Umong rimangono poi da notare una splendida statua del “Bodhisatva” (uno dei sublimi stati di illuminazione del Buddismo) che si trova alle spalle della stupa e che rappresenta uno dei simboli del Wat Umong, oltre ad un fascinoso giardino di statue rotte, raccolte insieme all’ingresso del tempio.

Vi consigliamo anche di dare un occhio al piccolo museo di pitture che si trova nell’area antistante al tempio, che ospita una raccolta non sensazionale ma con tante opere interessanti tanto per cominciare per ripercorrere la simbologia e la mitologia buddista. Se poi la vostra visita al Wat Umong dovesse crearvi particolare curiosità ed interesse riguardo alla storia del tempio o alla storia del buddismo, all’ingresso dell’area templare potrete trovare una più che fornita libreria il cui saziare ogni voglia di saperne di più.

Da notare anche il parco che sta al lato del tempio, dove si trova un bellissimo lago in cui poter dar da mangiare a tartarughe e pesci e dove poter passeggiare tra gli “alberi parlanti”, ovvero un giardino cui camminare accompagnati dalle massime del Dharma che stanno alla base della filosofia buddista.

Il Centro di Meditazione del Wat Umong

Ma non ci sono solo religione, storia e turismo al Wat Umong, di questo tempio è infatti particolarmente famoso il suo Centro di Meditazione, che si trova di fianco al tempio e nella stessa area dove stanno le abitazioni dei monaci, luogo in cui persone di tutto il mondo si ritirano per periodi variabili dedicandosi esclusivamente alla meditazione e alle attività semplici tipiche della vita quotidiana dei monaci. Trascorrere un po’ di giorni (o settimane) al Wat Umong è semplice: vi basta andare all’ufficio informazioni del Centro di Meditazione ed accordarvi con il personale, che vi accoglierà ad un costo quotidiano simbolico (di solito di $1) e vi permetterà di unirvi alle attività di meditazione per tutto il tempo che preferirete.

Personalmente, se mai mi decidessi a provare un periodo di ritiro meditativo, lo farei sicuramente qui al Wat Umong: tanto per cominciare per l’ambiente naturale in cui è immerso, che lo rende accogliente anche solo facendo turismo, ma soprattutto perché è un luogo autentico in cui il buddismo non sembra ancora essere diventato “commerciale” come invece è in tanti altri centri di meditazione qui a Chiang Mai.

 

Come raggiungere il Wat Umong

Raggiungere il Wat Umong è facile facile: se arrivate dalla Città Vecchia vi basterà prendere la Suthep Road dal Suan Dok Gate (porta ovest), proseguirla fin dopo l’incrocio con la Canal Road e poi girare nella quinta via a sinistra, continuando dritto fino a che sulla destra non troverete l’ingresso del tempio.

Tenete conto che il Wat Umong si trova appunto alle pendici del monte del Doi Suthep e che quindi ha del tutto senso immaginare di noleggiare un motorino e combinare una visita ad entrambi i templi, magari fermandovi per una pausa rinfrescante in una delle cascate che troverete di strada. Buona scampagnata.

 

 

 

About Andre

Leggi anche

Songkran a Chiang Mai: E delirio fu

  Cade oggi il terzo ed ultimo giorno del Songkran, il capodanno del calendario buddista …