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Triangolo d’oro e museo dell’oppio | Un area famosa per la produzione di oppio

Una gita al Triangolo d’oro , al confine tra Laos e Birmania , per visitare il museo dell’oppio e visitare una delle aree famose nel mondo per la produzione di oppio.

Ieri leggevo un articolo sul Bangkok Post che diceva che la produzione di oppio nel sud est asiatico , esattamente nel triangolo d’oro,  è triplicata dal 2006. Mi sono quindi ricordato della mai gita del mese scorso e che non avevo trattato l’argomento.

Durante il mio tour nei dintorni di Chiang Rai sono riuscito a fare una tappa veloce al Triangolo d’Oro.

Non è proprio a due passi dalla città e fondamentalmente l’area , a meno che volete farvi un giro in barca , non ha molto da offrire a parte il museo dell’oppio , mercatini locali e promontori dove vedere dall’alto questo pezzettino di terra , appunto il Triangolo D’Oro.

Come andare al Triangolo d’oro

Per arrivarci ci sono vari bus ma il metodo più tattico per vedere anche altre cose è andarci con il tour di un giorno che costa 900-1000 baht che vi porterà al triangolo d’oro e ad altri hot spot di interesse turistico.

Ovunque dormirete a Chiang Rai potrete chiedere di questo tour , in quanto è un classicone (oltre che il più economico) e il prezzo , date le distanze e quello che vi mostra (e si fa in mini bus privato con aria condizionata) direi che li vale tutti.

Promontorio , mercatini e qualche tempio ma non aspettatevi fuochi d’artificio

La zona è ampia , è possibile fare gite in barca sul mekong (il fiume principale del sud est asiatico che fa da confine fra le nazioni appunto del “triangolo”) ma alla fine al 90% resterete nei dintorni , tra mercatini , promontori dove vedere lo specchio d’acqua dall’alto , fare la gita al museo e visitare i templi intorno (nel mio caso essendo post terremoto ho trovato molti templi disastrati o in fase di ricostruzione).

Triangolo d’oro e la produzione di Oppio e altre droghe

In passato la Thailandia (insieme al Laos e la Birmania) era tra i produttori mondiali di papavero da oppio , ma le politiche interne e l’ottimo lavoro fatto nelle decadi passate ha portato a una conversione delle coltivazioni lcoali da appunto papavero ad altro.

Esistono ancora delle realtà rurali che vivono in una sorta di oblio legislativo (un pò come i Mon di Sanghla Buri) , ovvero che nate in terra di confine non vengono riconosciute a livello di nascita ne come Thailandesi ne come Birmane o Laotiane.

E’ difficile capire quando facciamo un viaggio a visitare queste tribu se sono realtà rurali ancora libere di amministrarsi o se sono dei piccoli recinti dove scattare foto in una sorta di freak show per turisti antropologici.

Durante la mia visita alla zona ho avuto modo di parlare una decina di minuti con un tipo di etnia Lahu , che mi ha detto che nonostante la pratica sia non molto praticata in territorio Thailandese , di aspettarsi notizie sui giornali in tutto il periodo “invernale” Thailandese , in quanto è ora il momento della raccolta del papavero e dove il business dell’oppio prende piega.

Neanche a dirlo ho letto l’articolo sul triangolo d’oro ed eccoci qua.

C’è un bellissimo documentario che dura un oretta che vi invito a vedere (ve lo metto qua sotto) che tratta della droga prodotta nel Triangolo D’oro (prevalentemente Birmania , ora il produttore numero 2 al mondo).

House of Opium | Il Museo dell’oppio nel Triangolo d’oro

museo dell'oppio triangolo d'oro
Ingresso al museo

Arrivati nei pressi del promontorio dove vedere il Triangolo d’oro lato Thailandese c’è questo piccolo museo sulla storia dell’Oppio.

L’0rario è dalle 7 del mattino alle 20 e il costo del biglietto  è di soli 50 baht.

Solo la cartolina che vi danno come biglietto che potete timbrare con tutti gli stampini degli uffici postali di Thailandia , Laos e Birmania vale da sola il prezzo del biglietto.

Il museo è veramente ben fatto , anche se piccolo ha un sacco di materiale e se la visita può durare un bel po’ se vi fermate a leggere tutte le descrizioni , info e targhette varie. Un giro veloce ve la cavate in meno di un ora.

All’interno troverete la storia dell’area e delle comunità rurali che coltivano l’oppio , riproduzioni di strumenti e metodi di coltivazione , varie pipe e attrezzi per fumare ( con tanto di cartello “dove è stato creato il primo Bong” alla faccia di Amsterdam) , parentesi varie sul mondo della droga e del crimine e di quanto il tabacco ai tempi faceva scandalo.

La visita ne vale la pena, se siete al Triangolo d’oro non andarci è da stronzi.

 

 

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