Home / Thailandia / Thailandia del nord / Songkran a Chiang Mai: E delirio fu

Songkran a Chiang Mai: E delirio fu

 

Cade oggi il terzo ed ultimo giorno del Songkran, il capodanno del calendario buddista che si celebra ogni anno tra tradizione e guerre d’acqua. Questo articolo non è un reportage, ma un bollettino della guerra più divertente che ci sia.

 

Chi vi scrive è bagnato zuppo e in questo esatto momento un delirio a suon di secchi d’acqua si sta consumando davanti ai suoi occhi ancora appannati da due giorni di guerra senza quartiere: anche quest’anno è arrivato il Songkran e Chiang Mai si ritrova un’altra volta ancora trasformata in un grandissimo parco giochi in cui, senza distinzione d’età, genere o ruolo, tutti sono tenuti ad avere otto anni per tre giorni.

Se non lo avete mai visto non lo potete immaginare: una città completamente bloccata ed allagata; uomini e donne, anziani e bambini, Thai e turisti, tutti muniti di armi ad acqua di ogni sorta e uniti in follia collettiva. La città diventa irriconoscibile, il traffico va in tilt, spuntano secchi e bidoni ad ogni angolo per permettere di ricaricare, e tutto (almeno tutto ciò che ha a che fare con l’acqua) diventa lecito: è così che qui si festeggia il nuovo anno che arriva, che in questo caso è il 2558, anno giusto per un Paese avanti, annus domini per una cultura che si fonda sul calendario buddista.

Eh si… perché tutto questo delirio urbano, almeno in origine, si deve alla tradizione religiosa.

 

 

Songkran nella tradizione

Nella tradizione buddista theravada, nella quale la Thailandia affonda le proprie radici, il Songkran è appunto il capodanno, il momento il cui il sole cambia la propria posizione all’interno dello zodiaco dando così effettivamente il via all’anno successivo.

La celebrazione di questo momento ha sempre tradizionalmente previsto una cerimonia di purificazione dalle negatività accumulate l’anno precedente officiata attraverso il lavaggio delle abitazioni, delle attività commerciali, ma soprattutto attraverso la reciproca benedizione tra persone che si bagnano versandosi delicatamente sul capo una piccola quantità d’acqua e scambiandosi parole di buon augurio.

 

Songkran nei fatti

Ma come spesso accade le tradizioni si evolvono, e quando ne prendete una che prevede il bagnarsi in segno di benedizione e la applicate ad un paese in cui ad aprile ci sono trentacinque gradi e svariate migliaia di turisti ecco che succede quel che potete vivere in prima persona venendo a Chiang Mai durante il Songkran. E suggerirvi di trascorrerlo a Chiang Mai non è affatto casuale, perché qui potrete viverlo in maniera davvero totale al punto che tra gli innumerevoli turisti che accorrono per l’occasione buona parte sono proprio Thai.

Così quando la Perla entra in festa tutti gli uffici e parte dei negozi chiudono, le strade si intasano di persone armate di fucili di tutti i colori e di pickup che trasportano catini d’acqua ghiacciata e decine di persone pronte ad annaffiare tutto ciò che si muove. Tre giorni così, dall’alba al tramonto battagliando in giro per la città (per fortuna la sera e la mattina sono “terra franca”), tirando e prendendo secchiate d’acqua e ballando in mezzo alla strada la musica che esce a gran volume da tutti i bar: “delirio collettivo” non è mai stata espressione meglio ponderata.

Personalmente ne ho vissuti due di Songkran, ed il secondo ha confermato la sensazione che avevo avuto durante il precedente: un simile fenomeno di pazzia urbana, sorridente, giocosa e positivamente delirante, l’ho vissuto in vita mia solo al centro di Milano quando l’Italia ha vinto la Coppa del Mondo nel 2006, ma qui ci sono in ballo milioni di ettolitri di acqua in più e tre interminabili giorni di festa (e soprattutto l’Italia non vince il Mondiale ogni aprile).

 

Chiang Mai città al completo

Tutto questo delirio chiaramente richiede una grande partecipazione di volenterosi candidati a divertirsi e bagnarsi, candidati che naturalmente abbondano, arrivando a Chiang Mai da ogni angolo della Thailandia e di fatto saturando il sistema alberghiero della città. Che tradotto in parole semplici significa che non c’è un buco in cui dormire in tutta Chiang Mai durante il Songkran.

La città si riempie e diventa davvero difficile trovare alloggio senza prenotazione, guesthouse, hotel grandi hotel si ritrovano in un attimo al completo: io per primo, che normalmente ho un sano rifiuto mentale per le prenotazioni, vi suggerisco vivamente di provvedere con abbondante anticipo se nei vostri piani di viaggio decidete di concedervi il Songkran qui nella Perla, è davvero un momento a parte nel quale anche i servizi di trasporto subiscono modifiche. Fondamentalmente il mondo si ferma, quindi cercate di non dover viaggiare o di non avere problemi di visto o di burocrazie varie.

 

Il lato oscuro del Songkran

Parlando di Songkran in buona sostanza fondiamo la pacifica e ben augurante cerimonia tradizionale buddista con un più profano momento di festa goliardica che spesso può superare i limiti: ci sono alcune cose a cui dover stare attenti durante il Songkran, sempre interpretandole come consigli per un divertimento sicuro e non come minaccia di un sicuro disastro.

  • Il traffico: la città va sul serio in tilt e la già abbondantemente pericolosa distrazione dei Thai al volante centuplica il proprio potere distruttivo in un contesto in cui vola acqua da tutte le parti ed in cui i pedoni corrono dappertutto in preda ai deliri. Questo senza contare la quantità di acqua che presto invade la carreggiata delle strade, rendendo la viabilità di per sè più pericolosa come ogni volta che piove parecchio.
  • Le infezioni (o acqua zozza): avete presente il “moat”? Il canale che ripercorre il perimetro murario della Città Vecchia di cui spesso abbiamo parlato? Ecco, tenete conto che il centro nevralgico della pazzia durante il Songkran è proprio tutto lì lungo il canale, il che implica che in sua prossimità sia proprio l’acqua marrone e poco profumata che lo riempie a venir usata per rifornire secchi e fuciloni. Il risultato è ovvio e naturalmente schifoso: se quell’acqua vi finisce negli occhi, su ferite aperte, graffi o qualsiasi altro pezzettino del corpo più sensibile, ecco che avete buone possibilità di andare incontro ad infezioni, funghi e altre cosucce poco piacevoli tanto più quando siete in viaggio, fenomeni che subiscono una regolare impennata statistica durante ed immediatamente dopo il Songkran. Un esempio su tutti è quello dei tatuatori più seri di Chiang Mai, che smettono di lavorare almeno dieci giorni prima dell’inizio della festa proprio per evitare qualsiasi rischio di infezione ai clienti.
  • Le teste di minchia: non esiste altra dicitura meno triviale per definire coloro vi sparano negli occhi con dei Supermegaultraliquidator utili come sfollagente, o che vi tirano secchi in faccia mentre state guidando il motorino. Così come è difficile non scendere sul volgare quando qualcuno si fionda in moto in mezzo alla gente che cammina o vi svuota un catino di acqua completamente ghiacciata sulla testa.Purtroppo il vero lato oscuro del Songkran è proprio questo: la mancanza di controllo da parte di qualcuno (otto volte su dieci stranieri e nove su dieci ubriachi) che non riesce a godersi una situazione di festa senza dover per forza degenerare ed oltrepassare i limiti anche quando questi limiti sono davvero laschi.

 

 

I Must Have per celebrare il Songkran

Se volete godervi il Songkran al cento per cento vi suggeriamo di non strafare e di munirvi di un equipaggiamento semplice, economico e leggero partendo già dall’abbigliamento, per il quale sconsigliamo le orribili camice di plastica a fantasia floreale perché tanto sono soldi sprecati: nemmeno una muta da sub basterebbe a tenervi asciutti. La divisa perfetta per il Songkran è un bel costume da bagno e qualcosa di semplice per coprirlo come una tshirt o una canottiera (andare in giro biotti in Thailandia non è molto rispettoso).

In quanto all’equipaggiamento dipende tutto dai vostri gusti, ma sconsigliamo i superfuciloni multicolori per tre semplici motivi: sono costosi, si rompono facilmente e vi rendono assolutamente inguardabili. Per un più composto ed elegante armamento a prova d’adulto, consigliamo i secchi: sono compatti, discreti, veloci da ricaricare e micidiali quando versati sul malcapitato. Un’alternativa molto thai sono poi dei siringoni che sparano a lunghissima distanza, ma che permettono un solo colpo prima di venir ogni volta ricaricati.

Se poi ve la menate a farvi vedere in giro armati fino ai denti o avete bisogno di un’arma di riserva che magari colpisca in incognito, sono veramente consigliabili le bottiglie d’acqua di plastica azzurra che vendono a THB 7,00 nei supermercati: morbide abbastanza da concedere una gran gittata se fate un bel buchino sul tappo.

Ma i veri must have sono gli accessori che proprio non potete farvi mancare: in primis le bustine impermeabili sigillate da portare appese al collo in cui mettere soldi e telefoni (sconsigliassimo portavi a spasso il passaporto durante il Songkran, tanto più se elettronico), dopo di che le comode waterbag impermeabili in cui metter macchine fotografiche e tutto quel che più grande. Ovviamente durante il Songkran diventano preziosi tutti i case impermeabili per smartphone o tutta la tecnologia waterproof, tanto più se vi permette di fare foto o video perché ne verranno fuori di spettacolari. E poi gli occhiali, che siano da sole o quelli trasparenti venduti ovunque per l’occasione, così da evitare il più possibile accecamenti vari. Un ultimo consiglio prima di concludere è di fare scorte: non è follia da incettatori “preppers”, quando finirete le sigarette e vi toccherà scegliere tra fumare o rimanere asciutti capirete.

 

Songkran è così: un’esperienza divertente e delirante, ma anche sociologicamente interessante perché propone un contesto inimmaginabile nella quotidianità che però dura tre giorni e che vi darà abbondantemente modo di farci l’abitudine. E soprattutto è interessante e divertente vedere come reagiscono le persone quando le “costringi” a dover giocare. Il primo giorno la festa gode al pieno delle energie di tutti, della sorpresa e dell’esaltazione collettiva; il secondo ci si diverte nella riconferma che è proprio tutto vero; il terzo giorno poi i secchi cominciano a farsi pesanti e iniziano a vedersi i primi segni di stanchezza generale…. ed è in quel momento che sono i veri duri a colpire, quelli che non vi risparmieranno una secchiata fino all’ultimo minuto in cui tutto sarà ammesso.

Domani mattina tutto tornerà normale, Chiang Mai ricomincerà la sua bella routine quotidiana, anche se per qualche giorno nessuno avrà voglia di farsi la doccia e sulla faccia di tutti ci saranno disegnati il sorriso di un divertimento senza pari e la certezza che manchi solamente un altro anno al successivo Songkran.

About Andre

Leggi anche

Hotel a Chiang Mai

Dormire a Chiang Mai |I Grandi Hotel a Chiang Mai

Chiang Mai non è solamente backpackers dal portafogli timidissimo o coppiette che si concedono qualche …