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Sukhothai

Sukhothai | Un Viaggio alle origini della Thailandia

Cos’era la Thailandia quando ancora non si chiamava così? Qual è l’origine dell’attuale Regno? Quali ne sono le tracce ancora visibili? La risposta è semplice semplice: Sukhothai e il suo meraviglioso parco storico, uno dei due siti archeologici più belli del Paese, patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Thailandia: il fascino della megalopoli a Bangkok, l’atmosfera speciale tra i templi di Chiang Mai, le giungle e le montagne del nord, le spiagge da sogno delle innumerevoli isole… e poi? Che altro?

La Thailandia è anche storia, una storia antica della quale rimangono tracce decisamente importanti sia dal punto di vista archeologico che culturale in due luoghi promossi e protetti dall’UNESCO come patrimonio mondiale: Sukhothai e Ayutthaya.

Se della seconda parleremo in futuro con un post dedicato, oggi è momento di raccontarvi di Sukhothai, un gioiello di storia e bellezza che sorge a poco più di trecento chilometri a sud di Chiang Mai (o a poco più di quattrocento chilometri a nord di Bangkok, se preferite).


Sukhothai | Cenni Storici

Famosa appunto per il suo Parco Storico, Sukhothai è stata un tempo la capitale del così detto Regno di Sukhothai, antico stato di fatto progenitore di tutta quella che oggi è la Thailandia del nord nonché primo dei Regni del Siam, ovvero le dirette radici dell’attuale Regno di Thailandia.

A differenza degli altri regni che nella storia si sono avvicendati in quest’area geografica, il Regno di Sukhothai viene considerato il primo strutturato da quella che poi sarebbe stata l’etnia Thai,  creatasi attraverso l’arrivo dei popoli che dal V secolo d.C. sono discesi dalla Cina per stabilizzarsi in quella che oggi è appunto diventata Thailandia.

Fondato nel 1238 d.C, il Regno di Sukhothai si è evoluto raggiungendo il suo massimo splendore nell’arco di esattamente due secoli, per poi confluire nel 1438 d.C. nel Regno di Ayutthaya, pur mantenendo però per sempre intatti il suo valore storico, simbolico e culturale lungo tutta la storia del Paese.

Come arrivare a Sukhothai

Senza voler in questo momento entrare nello specifico di una storia lunga e complessa, articolata dall’avvicendamento di regni e popoli che solo nel XVIII secolo d.C. si sono unificati sotto un unico Regno del Siam (ancora oggi esistente sotto la monarchia costituzionale del Regno di Thailandia), l’intenzione di questo articolo è in realtà raccontarvi come raggiungere le tracce di essa rimaste e come godere della loro incredibile bellezza.

Per cominciare, il primo suggerimento è di arrivare a Sukhothai discendendo da nord a sud, quindi partendo da Chiang Mai, perché più comoda da raggiungere attraverso un unico viaggio in autobus (o forse semplicemente perché chi scrive alla fine vede proprio in Chiang Mai il vero cuore della Thailandia!).

Chiang Mai Sukhothai by bus

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Arrivare a Sukhothai da Chiang Mai è appunto molto semplice: vi basterà prendere un autobus dalla Arcade Bus Station e in cinque ore sarete al bus terminal di Sukhothai.

Ci sono due tipi di autobus disponibili: quelli di prima classe (pullman da 30 posti comodi comodi e provvisti di toilette, al prezzo di 308 thb a persona) e quelli di seconda classe (mezzi da 49 posti, leggermente meno confortevoli e senza toilette ma comunque più che adeguati per viaggiare bene, al costo di 239 thb a persona). Sceglierne uno dei due in verità non dipenderà tanto dal livello di comfort che cercate o tanto meno dal prezzo, quanto piuttosto dall’orario in cui deciderete di muovervi da Chiang Mai.

I bus per Sukhothai sono disponibili dall’Arcade Bus Station ai seguenti orari: 7.00, 8.45, 10.15, 12.00, 12.40, 13.30, 15.00, 17.30, 18.00 e 19.00, dei quali solo quelli delle 13.30 e delle 15.00 sono di prima classe.

Una volta arrivati al bus terminal di Sukhothai, ci saranno poi i soliti songthaew (pickup che fanno servizio taxi condiviso) o i numerosissimi tuk tuk, pronti a portarvi ovunque abbiate intenzione di pernottare.[/alert]

Bangkok – Sukhothai in treno o bus

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Se invece decidete di raggiungere Sukhothai da Bangkok è un po’ più difficile darvi delle informazioni altrettanto precise: nel caso vogliate viaggiare in bus troverete dei collegamenti diretti dal bus terminal di Mo Chit (più o meno 7 ore di viaggio per circa 400 thb di costo), se invece preferite muovervi in treno la stazione di arrivo è quella di  Phitsanulok (stessa linea ferroviaria del Treno Chiang Mai/Bangkok), dalla quale troverete collegamenti autobus per Sukhothai praticamente ogni ora al prezzo di circa 40 thb a persona.

Detto questo, tenete conto che Sukhothai è fornita anche di un suo piccolo aeroporto, un’opzione comunque valida muovendovi da Bangkok.[/alert]

Dove Dormire a Sukhothai

Per decidere dove pernottare a Sukhothai è giusto farsi prima un’idea di come sia la logistica della città, che fondamentalmente si divide in tre zone:

  1. Sukhothai moderna (dove arriverete in autobus e dove si sviluppa tutta la città attualmente attiva e abitata)
  2. il Parco Storico di Sukhothai (ovvero la città antica, cioè il vero motivo della vostra visita a Sukhothai)
  3. Quella lingua di campagna di 12 chilometri che separa “le due Sukhothai”.

Nella Sukhothai moderna, oltre alle comodità che può offrire un centro seppur piccolo della Thailandia del nord, troverete tutte le guest house disponibili in zona, che variano dai 100 ai 300 thb in base alla scelta tra dorm o camere singole e alla qualità delle strutture.

Mentre nelle adiacenze del Parco Storico di Sukhothai e nella campagna che separa le due zone sarà possibile trovare strutture di maggior pregio che vanno da semplici ma bellissimi bungalow immersi nel verde a lussuosi resort con tutti i comfort. In queste zone ovviamente  i prezzi salgono, variando dai 500 ai 1200 thb a notte per persona.

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Cosa vedere a Sukhothai nel Parco Storico

Come anticipato, il Parco Storico di Sukhothai si trova a dodici chilometri di distanza dal centro della Sukhothai moderna, se anche quindi decideste di pernottare al centro di quest’ultima la zona archeologica sarà facilmente raggiungibile in meno di quindici minuti grazie ai numerosissimi songthaew e tuk tuk che vi offriranno con simpatica insistenza di accompagnarvici ( il costo della corsa è come sempre variabile in base alla vostra capacità di contrattare, ma non supera i 200/300 thb a persona). Dalla città moderna è inoltre disponibile un servizio bus al prezzo di 60 thb, con partenze alle 6.40, 9.00, 11.30.

Se poi come il sottoscritto decideste di fermarvi a dormire in uno dei bellissimi comprensori di bungalow che si trovano al centro tra le due Sukhothai (sì, lo ammetto, per la prima volta ho deciso di spendere qualche baht in più per prediligere una location davvero meritevole) il Parco Storico sarà raggiungibile direttamente a piedi, attraverso una passeggiata di una decina di minuti su un paio di strade sulle quali sarà praticamente impossibile perdervi.

Un’altra opzione piuttosto gettonata rimane il sempre semplice ed economico noleggio di una bicicletta (circa 50 thb) o di un motorino (circa 200 thb) che non solo rappresentano una valida alternativa per il raggiungimento del parco, ma anche un più che comodo modo per girarci all’interno.

Una volta arrivati all’ingresso principale troverete la biglietteria, dove potrete acquistare per 100 thb a persona il vostro biglietto per un salto nel passato storico dell’amata Thailandia (più altri 150 thb per il noleggio dell’audio guida se siete amanti del genere) e a quel punto non vi rimarrà che passeggiare per raggiungere tutti i siti che più vi interessano.

Personalmente l’aspetto che più mi ha favorevolmente colpito è che il Parco Storico di Sukhothai è un parco a tutti gli effetti e non, come in realtà mi aspettavo, un’area ideale in cui sono concentrati i punti di interesse archeologico: questo implica che non solo non troverete all’interno traffico di automobili, ma che il parco viene vissuto dai locali come un luogo di vita quotidiana in cui andare a prendere una boccata d’aria o fare running (c’è addirittura una palestra a cielo aperto all’interno!), un aspetto che rende ancora più piacevole e naturale il trovarcisi all’interno, spesso circondati da bambini che giocano in mezzo alle loro stesse radici storiche.

Il Parco ha un’area di circa due chilometri e mezzo dove sorgono ventidue siti archeologici: il principale sono le rovine del Palazzo Reale, intorno al quale si trovano ventuno templi dei quali il principale e meglio conservato è il Wat Mahathat.

Sarebbe impossibile suggerirvi quali visitare e quali poter considerare secondari: sono tutti particolarmente belli e talmente ben raccolti dalle braccia verdi e alberate del parco da potervi solamente consigliare di vederli tutti, creandovi un itinerario personale basato sulla vostra curiosità, sul piacere di trovarvici nel mezzo e su un pizzico di caso.

Tra tutti il Wat Mahathat è senza dubbio il più imponente e sicuramente il primo da visitare, così da potervi subito calare a pieno nello spirito senza tempo del Parco. Gli elementi più suggestivi sono sicuramente le due immense statue del Buddha disposte sui lati, nelle quali si fondono tutti gli stili dell’iconografia buddista del tempo che rendono speciale Sukhothai: dettagli come la bocca a doppia linea del Buddha, originaria dello stile artistico khmer, o come l’usnisa che porta sulla testa, simbolo dell’energia spirituale tipico dell’iconografia cingalese, sono elementi ricorrenti in tutte le raffigurazioni del Buddha presenti nel parco e che testimoniano la ricchezza delle differenti radici culturali che lo caratterizzano.

Poco distante dal Wat Mahathat, più o meno duecento trecento metri a nord ovest, troverete un’altra opera decisamente emblematica dello stile di Sukhothai: il Walking Buddha, statua del Buddha che cammina evocando uno degli esercizi meditativi prescritti dal buddismo Theravada, la cui sensazione di movimento è tanto sinuosa e morbida da risultare quasi ipnotica.

Fuori dalla recinzione, in una delle aree esterne a quella principale ma comunque facente parte del Parco Storico di Sukhothai, c’è poi quello che almeno per me rimane uno dei monumenti più belli e suggestivi da vedere in Thailandia: il Wat Si Chum, dove impera un’immensa statua del Buddha racchiusa da altissime mura che sembrano contenerla a stento. Questa statua, con le sue lunghissime dita dorate, è senza dubbio uno dei più riconoscibili landmark del Paese, oltre ad essere un’opera di arte religiosa imponente abbastanza da poter essere accomunata soltanto ai due giganteschi quanto maestosi Buddha Sdraiati del Wat Pho di Bangkok e del Parco Storico di Ayutthaya.

 

Sukhothai | Per concludere

Per concludere posso solamente dire che se desiderate viaggiare in Thailandia con l’intenzione di permearne almeno in parte le origini, non potete prescindere dal visitare Sukhothai: qui la storia, la religione, la cultura e la natura del Paese si fondono all’interno di un’unica location capace di far sognare la vostra immaginazione mentre le vostre gambe e i vostri occhi si perdono in qualcosa di sorprendentemente affascinante e coinvolgente, capace calarvi a pieno nell’origine più remota del Paese.

A Sukhothai anche le persone del luogo sembrano essere in qualche modo speciali: il loro sorriso e la loro gentilezza vanno oltre alla già caratteristica ospitalità dei Thai, un po’ come se comprendessero silenziosamente la vostra meraviglia nel trovarvi in mezzo alle loro più antiche radici, radici che vivono con orgoglio, consapevoli che proprio da quel luogo proviene il retaggio storico e culturale che ha dato vita all’attuale Thailandia.

Radici che stanno li, tutte intorno a voi e pronte a diventare una delle esperienze più ricche e affascinanti che questo Paese bellissimo avrà da offrirvi.

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