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cosa significa farang

Curiosità | Farang di qui, Farang di là… Ma cosa significa Farang?

Ok, ben arrivati in Thailandia: adesso anche voi siete pronti a sentirvi chiamare “Farang”, termine che vi accompagnerà per tutto il vostro viaggio… ma cosa significa Farang??

Atterrate a Bangkok e concedete alla Thailandia venti minuti: quasi sicuramente sentirete almeno dieci volte una parola alla quale, gioco forza, vi dovrete abituare al più presto: “farang”. Quando poi avrete dato alla Thailandia un mesetto ecco che l’avrete sentita nominare non meno di un migliaio di volte, con diverse intonazioni e varie espressioni facciali.

Ma cosa significa farang?

Spesso si crede erroneamente che “farang” (comunemente pronunciata “falang”) sia la storpiatura della parola inglese ‘”foreigners” (stranieri) quasi impronunciabile per i thai, ma in verità è la semplificazione (e comunque storpiatura) di “farangest”, parola usata per nominare i francesi (“français”), ma in buona sostanza “farang” significa “straniero”, inteso come chiunque sia bianco o più in generale occidentale, ovvero una connotazione etnica usata quando dei Thai parlano tra di loro nominando qualsiasi cosa non sia thai.
Per capirci, il senso non è tanto diverso da quando siete in Sud America e vi sentite chiamare “gringos”, anche se la cosa non capita affatto con la stessa frequenza e forse per questo in Thailandia sembra suonare con tono offensivo o dispregiativo.
Sappiatelo, ad un certo punto inizierete ad avere pruriti ogni volta che verrà pronunciata ma attenti a non grattarvi troppo, perché non è una soluzione e perché in verità non c’è connotazione negativa nella parola “farang” in sé per sé: si tratta di un termine neutro.

 Cosa significa farang? Badate al tono

Per capire davvero cosa significa “farang” in un dato momento bisogna badare al tono con cui la parola viene pronunciata: che può andare da “farang” (“straniero”) passare per “faaaraanggg!!” (piu o meno “straniero del cazzo”), fino ad arrivare a “farang ki nok!!!”, letteralmente “straniero cacca di uccello”, che significa che avete fatto veramente colpo perché, per dirla con un tenero eufemismo, è il termine dedicato a quegli stranieri che in Thailandia si comportano “non particolarmente bene”.
Come dicevamo la parola di per sè non significa nè bene nè male ma indica semplicemente qualcosa o qualcuno non Thai, ma in qualsiasi caso difficilmente vi rimarrà nel cuore perché non ve la toglierete mai da dosso: i Thai sono un popolo tendenzialmente sciovinista (e in certi casi non lontano da forme di razzismo) e la parola farang vi accompagnerà vita natural durante anche se vivrete qui per sempre. Potrete imparare il thai (e questo senza dubbio renderà la vostra integrazione il più profonda possibile), potrete mettere su famiglia con un/una thai e magari farci dei figli, ma in linea di massima farang siete e farang rimarrete fino a che nella prossima vita non rinascerete Thai.

Cosa significa farang? Un pochino di grammatica

Va da sé che quando sentirete e risentirete la parola “farang” la sensazione che ne avrete sarà quella di una “discriminazione”, ma credetemi che questo solo perché a casa nostra difficilmente uno straniero viene chiamato “straniero” senza l’aggiunta di aggettivi infimi. In un certo modo si può dire che sia solo il nostro imprinting a dare a questa parola un significato negativo, anche se per esempio il livello di istruzione del vostro interlocutore ovviamente fa la differenza, perché se sentirsi chiamare “farang” dall’uomo delle campagne è un’assoluta norma, quando avviene da parte dal vostro direttore di banca sarà invece volutamente scortese.
Facendone poi una vera questione grammaticale la bilancia sembra pendere verso l’offesa, perché in verità il vero modo educato con cui essere apostrofati dovrebbe essere “kon farang” (letteralmente “persona farang”), dove il suffisso “kon” serve appunto a definire il vostro essere sì stranieri, ma persone e non oggetti o animali (per i quali il suffisso non è richiesto).
Difficile dire se il fatto che non verrete praticamente mai chiamati “kon farang” sia una scelta voluta e cattivella o solo un’innocente semplificazione, però almeno per la grammatica quel che ne risulta leggermente offensivo lo è.
Ma davvero non vale la pena di fare questioni grammaticali perché a quel punto il modo veramente più corretto per sentirvi chiamare (a parte il vostro nome ovviamente) sarebbe un altro ancora, cioè “Kon Italy”letteralmente “persona italiana”, ovvero (almeno tecnicamente) un italiano.

 Cosa significa farang? Un consiglio

Chi vi scrive (che è in Thailandia da ormai più di un anno) è il primo ad avere una certa idiosincrasia con la parola “farang” perché ormai l’avrà sentita nominare svariate centinaia di migliaia di volte, ma per istinto di conservazione del mio fegato ho scelto di non farci davvero più caso e di ripetermi ogni volta che si tratta di un termine neutro. 

Vi consiglio di fare altrettanto e di non prendervela troppo se il vostro nome di battesimo o tutti gli altri possibili modi per chiamarvi passeranno inosservati, per quanto mi riguarda alla fine è molto più fastidioso essere chiamato “italiano” dagli altri occidentali e questo perché spesso implica volutamente il bagaglio di stereotipi non particolarmente edificanti che l’italianità rappresenta agli occhi del mondo.

Magra contromisura lo so, ma ogni volta che vi sentirete nominare “farang” pensate a quanto sarebbe peggio se vi chiamassero “pizza”, “mandolino” o “mafia”, o più personali “nano”, “spilungone”, “pelato” o “bellicapelli”, in questo modo anche voi vedrete quella sfumatura scortese e un po’ razzista venir sempre meno e avrete modo di concentrarvi sull’unico aspetto piacevole che indubbiamente c’è: grazie alla parola “farang” tutto il mondo è davvero paese, tutti una faccia e una razza.

Quindi portate pazienza cari miei Kon Farang, e godetevi tutto il contesto della Thailandia senza troppo legarvi alle singole parole che sentirete, anche se le risentirete fino alla noia.

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  • Ekcel

    Articolo davvero interessante,come tutto il resto del sito d’altra parte..Davvero complimenti!