Home / Sud Est Asiatico / Tradizioni , cultura , costumi / Perdere la faccia | L’asia che non mi piace, dove l’abito fa il monaco
Perdere-la-faccia

Perdere la faccia | L’asia che non mi piace, dove l’abito fa il monaco

Lo chiamo semplicemente il “Perdere la faccia”, solo 3 parole, che hanno dietro millenni di abitudini , cultura e tradizioni che non amo e non accetterò mai.

Questo articolo si scosta un pò dagli altri, è qualcosa di cui volevo parlare da tempo e che oggi mi andava di fare.

Qualcosa inerente a un modo di fare che faccio fatica più ad accettare che a comprendere , qualcosa che tiene sempre un certo livello di muro tra “noi” , gli occidentali e “loro” gli asiatici.

Un muro che io amerei vedere demolito, ma che in realtà , anche con quei pochi amici , che posso ritenere tali , asiatici (non parlo di Thailandia ma proprio di un modo orientale) , è semplicemente un abbassare la guardia.

Ma di cosa si tratta , di cosa sto farneticando ?

Perdere la faccia , la maschera che ci creiamo nel mondo

A parte rari casi di asiatici pratciamente occidentalizzati , cresciuti dalle nostre parti o che hanno abbandonato questi “costumi” , qui , ad esempio in Thailandia , quello che si vuole “mostrare” agli altri non è esattamente quello che in realtà si è.

Tutti ci tengono a fare in modo che la propria immagine , persona e quello che essa rappresenta (o si vuole che rappresenti) nella società rimanga tale e per difendere questa cosa sono pronti a tutto.

Mentre noi a casa nostra fra amici ci prendiamo per il culo , pacche sulle spalle e coppini , qui anche tra ragazzini non si scherza su famiglia , onore , la persona , farlo vuol dire cercare guai , vuol dire nel più radicale dei momenti realmente volersi far ammazzare.

Ora mi direte , stai delirando , ma invece non è cosi , purtroppo aggiungerei.

Mantenere un aurea di assoluta integralità è un must anche per il più scafato dei mascalzoni , tanto che , ad esempio qua in Thailandia ma non solo qui , reati come la calunnia sono puniti pesantemente e non parlo di quelli legati alle sfere alte del paese , per quelle buttano via la chiave , ma semplicemente scrivere su facebook o urlare ai 4 venti che il tuo vicino di casa è un truffatore , anche lo fosse veramente , può portarti a finire grossi guai.

Perchè non importa cosa uno fa , purtroppo , importa cosa uno rappresenta.

Questo dare la priorità totale sull’involucro , che uno non si aspetta da nazioni buddiste da cartolina come noi siamo abituati a immaginarle , e non sul contenuto sta toccando negli ultimi anni punte estreme grazie e purtroppo a social network media e tutta la tecnologia che qui ha trovato terreno fertile.

Ma forse sto mettendo troppa carne al fuoco e ho bisogno di fare degli esempi di vita di tutti i giorni basati su esperienze personali.

Perdere la faccia sul lavoro o con partner commerciali | L’asiatico che dice sempre di si

Fosse che il problema fosse solo esagerare ad ogni costo nei momenti di massima esposizione sociale  , mi andrebbe anche bene , il problema è spesso il confronto nell’ambito lavorativo.

In Italia ho lavorato con un delirio di fornitori , clienti , colleghi , sia in posizioni dove mi si diceva cosa dovevo fare che in altre dove dover dire cosa fare ad altri.

Quando qualcuno faceva una stronzata non era strano sentircelo dire in faccia , in ufficio etc.

Qua non esiste proprio. 

Se hai un dipendente in ufficio e fa una GRANDE MICHIATA , di quelle che lo manderesti a casa , non esiste che arrivi e gli dici , in mezzo all’ufficio e anche senza volgarità , che quello ha sbagliato.

Devi mantenerti composto , prenderlo da parte , sentirti quasi in difficoltà e nel torto , dicendogli che ha sbagliato.

ho sbagliatoscusa ….

Quante volte qua lo sentite dire ? A parte di errori plateali , qua non troverai neanche uno che investe 10 persone in mezzo a 40 testimoni dire che ha sbagliato , troverai nel 90% dei casi qualcuno che troverà una scusa ( si hai presente no , il paraculo) dove la colpa è dell’auto , del destino , dei fantasmi.

Non scherzo eh …

Quindi troviamo il dipendente che non è capace a fare una cosa che se possibile non ti dirà mai che non è capace a farla. Ti dirà di si ma il giorno dopo magari non si presenta più a lavoro , perchè se lo fa e non sa fare quella cosa , Perderà la faccia …. 

E coi fornitori e i clienti purtroppo è peggio

I miei primi rapporti con l’Asia li ho avuto per lavoro. Già dal 2007 non li capivo , quanto meno ero all’oscuro del discorso del perdere la faccia , non che ora lo accetti ma quanto meno do risposte alle mie domande , prima mi sembrava di lavorare con dei pazzi , giuro.

Chiedevo quotazioni ai fornitori , mi interessavano soprattutto le tempistiche , che il lavoro venisse pronto entro una certa data.

I più allenati stavano sul lungo , in modo da finire sempre in anticipo e NON PERDERE LA FACCIA , ma chi non riusciva a finire in tempo … scuse da circo togni..

Magari si erano dimenticati di mettere in produzione il tuo ordine o semplicemente slittava per un motivo realistico , ma non esiste che questi ti chiedono scusa , è sempre colpa di qualcosa.

Non chiederti mai nulla

Nel campo lavorativo , quando devi vendere a un Asiatico , devi spesso intercettare i suoi bisogni.

Tempestare di domande il cliente o il fornitore non è proprio visto bene.

Il delirio vietnamita

[alert syle=green]

L’anno scorso ho portato in Italia un cliente dal Vietnam. Storia assurda.

Prima vado in Vietnam per incontrarlo , ero la in viaggio e già che c’ero ho beccato un pò di clienti.

Insomma vado per incontrare questo cliente che voleva comprare dei prodotti dall’europa (vino , liquori , prodotti industriali etc).

Nonostante fosse lui il cliente, ha voluto fare in modo che la sua immagine di cliente fosse altolocata il più possibile. Mi ha fatto venire a prendere con una super auto con autista e portato nel suo turbo ufficio a new Hanoi.

Ok , bella scena ma il business ? 

Ci sediamo , gli mostro cataloghi vari e mentre mi aspettavo domande tipo se può cambiare etichette  , che tappo usare o robe di questo tipo , o chessò discutere sul prezzo , era più tutto uno spiegarmi di quanto la sua società paga in advance , che sono persone di onore , gente seria etc.

E poi mi fa :”Andiamo a mangiare e a bere , parleremo a tavola di business”.

Siccome sono “italiano” mi ha portato a mangiare in un ristorante italiano ad Hanoi da 100 usd a bottiglia (di vino pacco) con sottofondo di musica lirica e cazzate di questo tipo.

Siccome ero venuto “apposta” per lui al tavolo era venuta altra gente di livello, un tipo della camera di commercio di Hanoi , un paio di militari e il figlio di un ex leader del politico che aveva iniziato a importare vodka e altro dall’europa.

Era preso bene perchè era la prima volta che un fornitore veniva apposta per lui in Vietnam (shhh … non diciamogli che io ero li in ferie e già che c’ero son passati di li…) , che di solito a parte fare quotazioni pochi vanno di persona.

Questo è vero , senza dubbio.

Una cosa che ho notato qua è che il 90% degli ordini li fai quando vai a beccare il cliente di persona anche solo per spaccarti di whiskie con lui , senza toccare minimamente il business , quasi ci fosse un bisogno intimo di creare un bond tra il cliente e il fornitore per non farsi tradire.

Se una persona la conosci più intimamente , se crei un legame , sia esso un fornitore o un cliente , con più difficoltà tenderesti a fregarlo , e loro lo sanno , o quanto meno sanno che perderesti la faccia.

Grazie al cazzo direte voi , ma in realtà qua questo legame ha un peso moooolto di più che da noi.

E quindi niente , dopo 10 bottiglie scolate in 5 mi promette che verrà in Italia a fare il giro dei fornitori.

Me lo promette … brutta cosa per lui.

Nel mentre mi faccio il mio giro del Vietnam in Treno (trovate gli articoli sul sito). Il tempo passa e arriva maggio giugno ed ecco che si organizza la spedizione in Italia.

Da che devono venire su in 5 sale solo uno , sfiga vuole che l’anno scorso ci fu in Vietnam una mezza rivolta dei dipendenti delle fabbriche contro proprietari cinesi , storie turche ragazzi , capannoni bruciati con i capi dentro e cose di questo tipo.

Fatto sta che sale questo mio cliente in Italia. Torno in Italia per portarlo in giro e come ci si aspetta da un cliente mi aspettavo di pagare tutto io , cioè è un classico è il cliente . 

Invece no , paga quasi tutto lui. Siamo ospiti da fornitori ma in generale si paga il volo , non vede l’ora di offrirti qualcosa. Non so quasi mi prudeva il culo.

Finiamo i vari giri e arriva la promessa del mega ordine.

Mi sento di avere l’ordine in mano , cioè questo prima ti invita da lui , ti offre tutto , poi viene in Italia , spende migliaia di euro per venire su , visti hotel etc , ti dice che ti spara il maxi ordine.

E poi niente dopo un pò sparisce.

Continua per un pò a temporeggiare per l’ordine fino a che proprio non risponde alle mail

E il mio bond ? Nada , zero.

Probabilmente hanno cambiato programmi , trovato un fornitore più economico , qualcosa non gli andava bene nelle etichette ? Salcazzo.

Fatto sta che piuttosto che dirtelo , che perdere la faccia , sparisce nell’oblio.

E’ un classicone , è Asia Style.

Ho decine di esempi di questo tipo vissuti sulla mia pelle , non mi basterebbe un blog su questo argomento e una vita per parlarne.

[/alert]

Differenze che non cambieranno mai

Mentre in Italia ti aspetti che il tuo cliente tiri il pezzo , ti tempesti di domande , dove siamo abiutati a vendere dei prodotti nella modalità : Io faccio questo prodotto e se vuoi posso cambiarti i pezzi e fartelo custom,  in Asia si aspettano di avere un listino con lo stesso prodotto , uguale , ripetuto 100 volte in 100 colori diversi.

Dirti che lo fanno nel colore che vuoi , non esiste. Non so se è pigrizia , l’abitudine di non chiedere mai niente per la paura di metterti in difficoltà e farti perdere la faccia , ma questo circolo vizioso lo troviamo ovunque e nel business è un problema.

Un esempio che mi fa incazzare ? giro con amici Thai , ci perdiamo. Dico subito : chiediamo indicazioni a quella vecchia , al taxi etc…. NON ESISTE , prima di chiederlo devono essere proprio alle cozze , prima devono perdersi 50 volte … chiedere vuol dire ammettere un fallimento e per arrivarci hai voglia.

Un altro esempio pazzo :

Prendo un taxi , gli dico l’indirizzo , il tassista dice ok ok , ma in realtà non sa dove andare. Io la strada me la ricordavo e gli chiedo con il mio thai cacato se ha capito dove è il posto , e lui fa ok ok.
A un certo punto gli dico che se non lo sa posso accendere il GPS o prendere un altro Taxi.
A quel punto un pò si incazza , cioè vuoi che gli faccio perdere la faccia .

Dopo un pò scensa delirante.

Finge una telefonata , di riceverla . Si avvicina a un Taxi fermo , mi dice che è un suo collega che da li mi porta lui che ha da fare, scendo e sgomma… ovviamente l’altro non ne sa niente … tutto sto delirio per dire a un passeggero , ancora prima di salire , che non sa dove è il posto ….

In realtà non te lo dirà mai nessuno , piuttosto ti prendono su , stanno 3 ore al telefono con altri per chiedere indicazioni , ma la faccia perderla no.

La Violenza dietro l’immagine da mantenere

Siamo abituati a immaginare l’Asia come un luogo pacifico , dove la gente si scambia carezze e sorrisi tutti i gironi e dove l’erba è sempre più verde.

Quello che cambia è quello che noi riteniamo pericoloso , perchè abituati a un determinato pericolo e quello che qua è pericoloso ma noi non vediamo come tale e ci sentiamo più al sicuro.

Turisticamente parlando in Asia siamo carne da cannone e limoni da spremere. Sanno esattamente che sei un turistaccio e per tanto soprassiedono su cose che se fossi un residente (o meglio se Sanno che sei un residente) non ti lascerebbero passare lisce mani nella vita.

Ecco che troviamo turisti che fanno cose da mettersi le mani nei capelli e tornano a casa indenni , blaterando sulla santità asiatica. Non che voglia far diventare questo discorso sul raziale , io amo l’Asia  , con i suoi alti e i suoi bassi.

Cerco solo di descrivere quello che succede , non di giudicarlo.

Non voglio fare di tutta l’erba un fascio ma ci sono tratti che ho imparato a conoscere, cose che fanno esplodere il sorridente asiatico.

Mai alzare la voce , anche se hai torto , non serve a niente. Uno perchè lo straniero ha sempre torto , cioè già perdere la faccia fra loro è pesante , figurati perdere la faccia con lo straniero che già di default in ogni cultura asiatica è visto non come pari.

E’ solo voler far vedere chi ce l’ha più lungo e qua è segnale che stai per iniziare una rissa. Per cui mantenere il self control è la regola numero uno per vivere in Asia.

Perdere la faccia quando si guida

Mentre da noi insultare l’autista davanti , suonargli il clacson e urlargli dietro agitando le mani è normale , poche volte sfocia in un triplice omocidio.

Qua ogni giorno , chiaramente non nei network in inglese , succede che si leggono storie che da noi starebbero sui talk show per 3 mesi , del tipo che due si sfanalano o uno taglia la strada ed escono in 10 e gli sparano.

Uno direbbe , succede anche da noi. Ma qua succede tutti i giorni , n volte.

Da noi ogni tanto senti di quello che non si ferma durante un incidente stradale , il pirata della strada che fa il morto. Però quanto meno se fai solo il botto ti fermi e fai la constatazione, normale no ?

Qua a parte rarissimi casi (tipo 1 su 1000) , chi fa il botto non si ferma MAI. Se ha possibilità di svignarsela lo fa.

Ti prendono dentro lo specchietto ? Fuga

In strada contromano ? Fuga

Ti stirano ? Fuga

Non esiste che qualcuno chiede scusa o dice che ha sbagliato.

Perdere la faccia pubblicamente se si fa un reato

rob-1

Una delle cose più assurde sono gli arresti.

Qua (in Asia) è standard che se qualcuno viene arrestato mettono lo sfigato di turno in mezzo , un pò di sbirri di fianco che lo indicano con il dito e foto a manetta.

La prima punizione deve essere lo sputtanamento pubblico , il perdere la faccia in mainstream.

Basta andare sul http://bangkokpost.com/  , cliccare sulla zona cronaca e aprire un articolo di arresti a caso.

Morti da Karaoke , quando gli rovini il momento da divo

In tutta l’Asia , che sia Thai e China o altro , il Karaoke è una mania.

Per noi era fiorello che riempiva le piazze facendo fare figure di merda alla gente. Cioè diciamocela tutta cantare in un locale per noi occidentali è fottutamente ridicolo , è un momento goliardico dove mettersi ridicoli e farsi 2 risate , meglio se ubriachi.

Qua no , qua è una cosa seria. Cioè si , divertente scherzosa , ma seria.

Ecco che leggo dall’Indonesia alla Korea di una scena classica.

Pippo sale sul palco e canta una canzone , in modo cacatissimo, roba che da noi tutti a redere e scherzosamente a insultare.

Qua non esiste. Esempi classici che neanche da film il Padrino troveresti : Pippo canta una canzone , Paperino gli ride dietro.

BOOM .

Pippo torna a casa prende il fucile e viene a sparare a Paperino e al resto del locale, e Pippo non è un gangster , è solo uno che ha perso la faccia in pubblico e una volta persa , non li si ferma più.

Basta googlare per farsi un idea , ma tranquilli vi do una mano io , il Bangkok Post , tipo qua ,  è sempre sorgente di questi deliri.

Esagerare e tenere alto il profilo , evolvere la faccia

Chiudo con la parte che mi piace meno.

Non c’è solo in Asia , nonostante in Asia si noti di più.

Esiste anche da noi. Insomma è come se un paesi in via di sviluppo abbiamo preso il peggio della cultura occidentale e lo abbiano elevato alla massima potenza.

Da noi capita spesso di vendere qualche sfigato che fa i debiti per girare con il mercedes , in modo da far sembrare a chi lo conosce o vede che sia ricco , per alzare il suo status.

Ma qua , in Asia  … qua la cosa ha raggiunto livelli assurdi.

L’ordinamento delle priorità è impazzito. Non per tutti eh , non voglio generalizzare , ma un occhio attento , senza salami sugli occhi , avrà notato queste cose.

Parto da luoghi poverissimi. 

Ero a Sumatra con un mio amico , abbiamo girato in un oceano di posti a zero turismo , non è che dici che tipo è il turismo che li ha cambiati , proprio non c’era turismo.

Roba che ogni volta che qualcuno mi fermava voleva fare una foto con me , tipo come fanno i turistacci con le tipe con gli anelli al collo , uguale , anche se non avevo 50 cm di collo.

Li a Sumatra era “normale” in alcuni villaggi non avere la corrente , non avere l’acqua corrente , non avere un sistema fognario.

Ti dirai , okay , sono poveri , ci sta , io non li sto giudicando.

Però praticamente TUTTI avevano il cellulare.

Quando attraversi un villaggio , trovi una casa tenuta su con lo sputo di fianco ai fornelli il canaletto dove fare i bisogni non puoi esprimere un giudizio , puoi solo sentirti fortunato di essere nato altrove e apprezzare le piccole cose della vita , come avere un cesso e la luce in casa.

Però quando vedi che quella casetta ha una TV e una mega parabola tenuti accesi con un generatore , capisci che qualcosa in questo mondo sta andando a puttane.

Ecco che troviamo baracche con di fronte uno scooter super lucidato parcheggiato davanti per far vedere che si ha , nel loro piccolo , grano.

Ora spostiamoci dove si ha un pò di grano in più ed evolviamo la cosa. Chessò qua a Bangkok.

Non lontanissimo da me c’è un mega spiazzo dove sono posizionati un centinaio di container. In pratica uno si è inventato un business , affitta i container per viverci dentro.

A Bangkok c’è tantissima povertà. Chi fa lavori umili e vive con 8-10000 baht al mese non può certo vivere in un condo sulla sukhmvit.

Questo lo posso capire , come la capanna a sumatra.

Poi però vedi l’assurdo. Uno di quelli che vive nel container ha un Pickup super nuovo e il cellulare figo.

Qua l’auto è uno fottuto status symbol. Da noi lo è la ferrari qua basta “avere un auto” oggi.

Ecco che ci si indebita fino alla morte per avere un auto , si mangia pane e acqua , si fanno prestiti per 40 anni per prendere oggetti che ci seguono e tenere alta la faccia.

Non ho mai visto tanti iphone 6 come a Bangkok , in mano a chiunque. Poi vai a vedere che uno prende 12000 baht al mese , tipo 350 euro , e per avere l’iphone 6 fa un prestito in banca di 10 anni , vive mangiando il iofilizzato da 50 centessimi tutto l’anno , vivendo in una stanza con 8 persone.

Però zio , ho l’iphone 6 !

Perchè tutta l’asia nel bene o nel male ha le sue caste i suoi status molto ma molto più forti che da noi.

Da noi ci sta che sei un gruppo di amici uno caga soldi l’altro non li ha , l’amicizia è nata da qualcos’altro , non dal grano, e non si è dissolta coi cambiamenti sociali del singolo.

In Asia è veramente molto difficile che nello stesso contesto locale i ricchi girino coi poveri. Tutto inizia dal businesse forse dopo si evolve in qualcos’altro.

Molti cambiano città o luogo appunto per ricrearsi un immagine nuova , finta o meno , proprio per uscire da questi status preassegnati dove non solo si perde la faccia , ma è difficile “salire di livello”.

E quindi ?

E quindi niente , un post lunghissimo , un quasi delirio e fiume di pensieri e parole che spero per qualcuno abbiano avuto un senso.

So già che per molti potrebbe sembrare un post del cazzo da delirante che vuole fare il saputello , ma fidati , sto cercando solo di tenere nota di qualcosa cercando di descrivere un modo di fare , senza giudicarlo.

Non puoi immaginare quante cose per noi sono normali e invece agli asiatici stanno sulle palle , ma questo merita un post a se.

Un argomento che vedo trattato poco e penso abbia senso in questo blog di vita in Asia non parlare solo di viaggi ma di alcuni lati di questo mondo che non si potrà mai dire di aver capito , ma insomma perchè non provarci , è gratis.

About Pier Sottojox

Vivere e viaggiare all'estero e scriverci ogni tanto sopra.

Leggi anche

Matrimonio Thai a Bangkok | Report sul Sinsod e su un matrimonio moderno

Invitato a un matrimonio Thai in quel di Bangkok , una giovane coppia si sposa …