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Scene da un Matrimonio Khmer: Storia, Antropologia e Birra

Cosa c’è d’interessante in un matrimonio khmer? Tanto per cominciare che essendo un matrimonio si festeggia tanto e si mangia ancor di più, e poi che essendo khmer sia tutto nuovo e da scoprire. Ma soprattutto c’è di interessante il punto di vista decisamente particolare e generoso che questa esperienza offre sulla Cambogia: un matrimonio khmer è la sintesi ideale di tanti diversi aspetti della cultura cambogiana, di cui alcuni sono decisamente interessanti ed altri veramente coinvolgenti. La mia occasione per conoscerli direttamente l’ho avuta lo scorso maggio, quando insieme a Sofia, un’antropologa esperta in rituali di cerimonia, e a Paolo, uno storico con profonda conoscenza del Sud Est Asiatico, abbiamo preso attivamente parte ad un matrimonio khmer in un villaggio poco lontano da Phnom Penh, facendolo in vesti decisamente speciali.

Tra le pagine binarie di questo blog abbiamo già parlato di matrimonio buddista, ma le connotazioni particolari delle cerimonie naturalmente cambiano in base al Paese o all’area in cui vi trovate. Non ho mai avuto esperienze dirette di matrimoni in Thailandia, ma ho appunto avuto modo di scoprire un matrimonio khmer, ovvero un matrimonio buddista nella sua interpretazione tradizionale cambogiana.

Non è un’esperienza semplice raccontare, più che altro non è semplice trasmettere fedelmente la sorpresa e il piacere che certi momenti hanno offerto, tanto per cominciare perché non ero un invitato qualsiasi, ma il testimone dello sposo con tanto di abiti tradizionali, quindi fidatevi, è stata un’esperienza con parecchie sfaccettature di cui non è facile scrivere preservando lo spirito unico con cui si è presentata.

Come dicevamo non ero solo, ma accompagnato da studiosi di tutto rispetto a loro volta calati nella parte con ruoli del tutto particolari: Paolo (lo storico) era il fortunato sposo che convolava a nozze, mentre Sofia (l’antropologa) era la mia fortunatissima compagna di viaggio che si è ritrovata a diventare testimone del testimone.

C’erano poi Luisa, la madre dello sposo, e Theara, la splendida moglie del mio fortunato amico, accompagnata da duecentonovantasei tra familiari, amici e compaesani: trecento persone tutte insieme per festeggiare il matrimonio di Paolo e Theara… il primo matrimonio khmer della mia vita e l’unico in assoluto che abbia mai vissuto da testimone.

 

Matrimonio Khmer – L’Antefatto

Io e Paolo siamo amici da quindici anni (conosciuti per colpa di due bruttissime persone che non citerò per non compiacerne la vanità); negli ultimi cinque Paolo ha cominciato a viaggiare sempre più spesso nel Sud Est Asiatico scoprendo prima Thailandia e Vietnam per poi ritrovarsi di colpo legato alla Cambogia e in particolare a Phnom Penh: conosce Theara e tra innumerevoli viaggi e telefonate dopo due anni hanno deciso di convolare a nozze.

Nel frattempo io sono arrivato in Asia e inizio la mia avventura thailandese scoprendo di poter incontrare Paolo a marzo, quando sarebbe stato a Phnom Penh per preparare le ultime formalità prima del matrimonio. La scusa era fantastica e giustificava pienamente l’allungare il viaggio in Laos che avevo in programma andando poi a trovarlo in Cambogia: un piano perfetto.

Marzo arriva e io e Paolo stiamo passeggiando sul riverside di Phnom Penh costeggiando il Mekong e ridendo malignamente dei nostri amici milanesi che di nuovo non citerò: tra una battuta e una risata Paolo mi chiede di fargli da testimone per il suo matrimonio ormai confermato per maggio e io, nemmeno a dirlo, accetto felice e onorato non vedendo l’ora di questa nuova avventura.

Aprile si fa avanti e a Chiang Mai, oltre al Songkrang, arriva anche Sofia che, prendendosi un break dopo un lungo periodo in Australia, viene a viaggiare in Thailandia per qualche mese. Tra secchiate d’acqua e festeggiamenti vari scopriamo che a maggio saremmo stati a Phnom Penh quasi contemporaneamente, io per il matrimonio e lei in viaggio, così decidiamo di trovarci lì e di condividere insieme l’esperienza del primo e unico matrimonio khmer per entrambi.

 

 

 Matrimonio Khmer – L’Arrivo a Phnom Penh

Per raggiungere Phnom Penh da Chiang Mai la strada è veramente lunga, quindi per l’occasione decido di volare coccolato dallo splendido servizio di Bangkok Airways così da raggiungere Paolo al più presto: il volo parte all’alba e arrivare a Phnom Penh diventa questione di poche ore, già verso l’ora di pranzo lo trovo ad aspettarmi in aeroporto e lì realizzo che è tutto vero, nessuno scherzo: Paolo si sta davvero per sposare e io sono lì per non perdere l’occasione unica al mondo di essere il suo testimone di nozze.

Breve tragitto in tuc tuc e presto arrivo in quella che è la mia guest house di riferimento a Phnom Penh, la Happy House 19 Guest House, molto vicina al Riverside e molto fortunata in fatto di incontri, anche se però in questo caso non è certo merito della guesthouse se ci trovo ad aspettarmi Sofia, arrivata il giorno prima durante il suo vagabondaggio attraverso Laos e Cambogia e a sua volta prontissima per il suo primo matrimonio khmer. Mi aspetta con una birra Cambodia gelata, così ci concediamo qualche brindisi e una passeggiata in città.

 

Per concludere la giornata sempre all’insegna dei brindisi andiamo all’Hotel Khmeroyal, dove stanno Paolo, Theara e Luisa e da dove partiremo l’indomani quando la missione “matrimonio Khmer” avrà effettivamente inizio. Quindi aperitivo tutti insieme, cena e letto presto: un matrimonio Khmer è un’operazione piuttosto intensa fisicamente e la sveglia è già fissata per le 6.00.

 

Matrimonio Khmer – Il luogo

Il mattino seguente, lasciato l’Hotel Khmeroyal, una motozattera e un minibus ci fanno guadare il Mekong per raggiungere la sponda opposta, da dove ci addentriamo tra i villaggi di una Cambogia che già pochi chilometri dalla capitale si presenta completamente diversa: distese di verdi piantagioni, poche costruzioni tutte basse e concentrate in piccoli villaggi piuttosto lontani tra loro.

Dopo un’oretta di strada finalmente arriviamo a Prek Krabao 2, il teatro del nostro primo matrimonio khmer e villaggio natale di Theara, dove tutto il paese ci sta aspettando pronto ad accoglierci in un modo che nessuno di noi dimenticherà facilmente.

 

 

Matrimonio Khmer – L’arrivo al villaggio e i preparativi

Un matrimonio è una questione senza dubbio sempre molto seria, ma i Cambogiani sembrano davvero trattarla in modo particolare.  Quando il nostro minivan arriva a Prek Krabao 2 ci sta attendendo letteralmente l’intero villaggio e l’accoglienza a noi riservata è talmente calda e sorridente da lasciarci davvero disorientati: sono tutti indaffarati già dalle prime ore del mattino nei vari preparativi e si radunano per accoglierci facendoci sentire subito a casa, è un festival di gentilezze e sorrisi in cui ognuno fa di tutto per farsi vedere contento della nostra presenza l’effetto è davvero al di sopra di qualsiasi aspettativa. 

Saluti, abbracci, sorrisi e poi, come in ogni matrimonio che si rispetti, il pranzo: il primo degli innumerevoli momenti in cui ci ritroveremo seduti a mangiare piatti preparati da tutto il villaggio che contribuiscono ad calarci velocemente nel clima khmer tanto per cominciare attraverso i sapori.

E così il matrimonio ha inizio: una due giorni ad alta intensità di cerimoniali, persone, gentilezze, vestiti bellissimi e momenti rigorosamente cadenzati e accomunati tra loro dal fascino unico di una tradizione antica quanto diversa da tutto quel che abbia mai avuto modo di conoscere direttamente.

Una funzione che fino al secolo passato veniva celebrata addirittura in una settimana, poi ridotta a due giorni probabilmente per evitare che i matrimoni si sovrapponessero l’uno con l’altro creando interi mesi di festeggiamenti e libagioni con i quali sarebbe veramente impossibile mandare avanti un Paese in modo normale.

 

Stava così iniziando il mio primo matrimonio khmer, e per viverlo al meglio mi sono lasciato coinvolgere da quell’atmosfera familiare facendomi  guidare da chi ha subito cominciato a prendersi cura di tutto trasformandomi passo dopo passo nel perfetto testimone dello sposo secondo stile e tradizione cambogiana.

E da quel momento in avanti, credetemi, c’è stato veramente da ridere, all’inizio per me, dopo di che per tutti gli altri.

 

Il primo passo per la trasformazione in testimone è osservare e prendere il più possibile in giro lo sposo mentre viene vestito con gli abiti tradizionali, questo perché per noi gli abiti khmer non possono non evocare a prima vista un immaginario da Sandokan e Tigri di Mompracem che rende impossibile trattenersi davanti al vostro amico Paolo mentre sfoggia il primo della lunga serie che avvicenderà nelle successive trentasei ore.

Meno impossibile da realizzare invece è che da lì a poco toccherà anche a voi la vestizione e che quindi sarebbe meglio stare attenti a non prendere troppo in giro gli altri, ma anche quella a quanto pare è parte del gioco, perché per primi i nostri ospiti cambogiani sembrano davvero molto divertiti nel vederci indossare i loro abiti tradizionali. Per dirla meglio ci trasformiamo velocemente nell’attrazione del momento e nel principale motivo di ilarità collettiva, il che va ovviamente bene se serve a ribadire e in parte a ripagare il buon umore che ci circonda.

 

Matrimonio Khmer – Le prime celebrazioni

Una volta trasformatomi a mia volta in Sandokan sono finalmente e definitivamente pronto al matrimonio Khmer: una cerimonia che appunto si svolge cadenzata da momenti precisi in cui gli sposi officiano le loro nozze di fronte alle diverse autorità che regolano la gerarchia sociale cambogiana: i capi villaggio, i monaci, le famiglie e l’intero paese.

E’ un vero tour de force celebrativo che rimanda al senso più antico e comunitario del matrimonio, nel quale la famiglia apre le porte della propria casa per festeggiare le nozze mentre tutta la comunità svolge un ruolo attivo nell’organizzazione e nella celebrazione delle stesse, è un vero momento collettivo in cui ognuno ha un ruolo e che rimarca tutti i valori della vita di villaggio.

 

L’intero il rituale, che appunto proseguirà per i successivi due giorni, ha inizio con la funzione dei capi villaggio, le figure carismatiche che sono punto di riferimento istituzionale per l’intera comunità. I capi villaggio accolgono la richiesta di matrimonio dei due sposi recitando antiche formule tradizionali che solo alcuni tra i presenti sono in grado di comprendere, venendo seguiti nel più totale raccoglimento: il loro ruolo di guida viene silenziosamente sottolineato dal rispetto e dall’attenzione con cui chiunque li ascolta nella massima attenzione e compostezza.

Dopo quello dei capi villaggio, arriva il momento dei monaci, che raggiungono la casa accompagnati dalla generale devozione e dalla partecipazione spirituale di tutto il villaggio: a loro volta celebrano la funzione religiosa con preghiere e canti tradizionali in lingua khmer antica, venendo seguiti in preghiera da tutti i presenti e ricevendo doni rituali prima da parte degli sposi e poi da tutti gli altri. E’ un altro momento molto ricco sul piano culturale e di forte impatto per chi come noi non è abituato alla liturgia buddista, ricca di fascino antico e di un sapore sospeso e profondo.

Una volta terminata la parte religiosa il matrimonio procede poi con un generale festeggiamento e con una grande cena immersa in un clima di allegria e iperattività generale a conclusione della giornata inaugurale della cerimonia: prima i capi villaggio e poi i monaci hanno dato il loro benestare alle nozze e il giorno successivo sarà tutto dedicato a celebrarle secondo la tradizione.

Una volta terminata la cena, mentre noi veniamo accompagnati in un bellissimo resort poco lontano per prenderci una notte di riposo in riva al Mekong, tutto il villaggio resta sveglio preparando l’indomani con uno spirito di gruppo tale da fare invidia a chiunque: trasformano la casa di Theara curando ogni minimo dettaglio, preparando tutto quel che serve per la seconda e definitiva giornata di festeggiamenti, momento in cui tutto verrà fatto veramente in grande.

 

 

Matrimonio Khmer – Il secondo giorno

Il secondo giorno è cominciato molto presto e quando siamo tornati a Prek Krabao 2 tutti erano già pronti e il primo dei cerimoniali è stato probabilmente il più affascinante in assoluto: lo sposo, accompagnato da un infinito seguito di persone, raggiunge simbolicamente la casa della sposa per portarle dei doni e per chiederla ufficialmente in moglie.  Un momento di grande impatto scenografico e, soprattutto, dall’enorme portata allegorica, con un sapore antico che personalmente ho trovato a dir poco toccante (per quanto viziato da uno scemo, il sottoscritto, a cui stavano cadendo i pantaloni e che camminava come un papero per non rimanere nudo).

Una volta raggiunta la casa della sposa, ha poi avuto luogo il cerimoniale successivo: il momento in cui gli sposi accolgono, due a due,  prima gli invitati e poi i familiari per ricevere doni simbolici tutti legati all’immaginario della cultura khmer, altro momento intenso e strettamente legato a gestualità tradizionali che hanno ulteriormente rimarcato quel senso antico tanto fascinoso di cui tutto era pregno, momento che ha coinvolto praticamente tutti gli avventori e traghettato la cerimonia fino allo scambio degli anelli.

 

Se in ogni matrimonio che si rispetti c’è sempre uno spazio dedicato allo svago e all’intrattenimento, nel caso di questo matrimonio khmer questa parte è stata organizzata veramente in grande stile: difficile spiegare la reazione delle persone del villaggio quando si è presentato un noto comico televisivo cambogiano (perdonatemi se non ricordo il nome, tanto comunque non lo sapreste pronunciare) per festeggiare gli sposi e per far ridere tutti gli avventori.

Per ovvie ragioni linguistiche non saprei dire con certezza se sia stato o meno divertente, ma giudicando dalla risposta del pubblico probabilmente è stato a dir poco esilarante… soprattutto quando ha cominciato a coinvolgere il pubblico e nel particolare me, che come testimone con tanto di abiti tradizionali ma con pochissima attitudine alla lingua e alla cultura cambogiana sono stato immediatamente oggetto di ilarità generale quando il nostro anchorman ha iniziato ad incalzarmi con domande e battute che evidentemente dovevano essere piuttosto riuscite.

Ebbene sì: il mio primo matrimonio khmer, dopo l’imbarazzante performance dei pantaloni e quella esilarante del comico, aveva già offerto ben due momenti a sfavore della mia malcelata timidezza ma del tutto a vantaggio del pubblico divertimento, quindi anche io stavo sicuramente facendo il mio.

Per fortuna (almeno per me) lo spettacolo non è durato tantissimo ed è proseguito senza altri “incidenti” imbarazzanti fino a concludersi lasciando spazio ad un altro dei momenti più pittoreschi ed evocativi dell’intera cerimonia nuziale, quello della purificazione, un rituale che un tempo prevedeva un bagno nel fiume e che oggi è stato semplificato in una formula gestuale decisamente curiosa: gli sposi, seduti di fronte all’intero pubblico, lasciano che gli avventori si avvicendino alle loro spalle onorandoli con una spruzzata di profumo e con il gesto del taglio dei capelli, un momento veramente particolare in cui la tradizione culturale si fonde piuttosto bene con l’allegria scaturita da una gestualità divertente quanto singolare.

A questo punto la cerimonia tradizionale ha cominciato a volgere al termine e gli sposi, piuttosto profumati, sono tornati all’interno della casa per attendere l’ultimo momento “codificato” del matrimonio khmer: una nuova processione di invitati che, sempre due alla volta, si sono avvicendati per legare ai polsi degli sposi dei sottili bracciali di filo rosso che hanno la funzione di porta fortuna e che simboleggiano l’unione avvenuta. Bracciali che gli sposi indosseranno per tre giorni per poi venir successivamente tagliati da un monaco durante una cerimonia privata.

E’ così che termina il rituale tradizionale di un matrimonio khmer, lasciando quindi spazio a quello che direi essere un rituale tradizionale dei matrimoni secondo qualsiasi cultura: la festa. 

Bellissimo vedere tutti gli invitati sfoggiare abiti il più possibile eleganti e godersi la vista dei loro compaesani vestiti a festa, bellissimo vederli festeggiare gli sposi tra applausi, risate e stelle filanti intanto che cibo e birra vengono serviti senza sosta: una vera festa, intesa come momento in cui tutti sono realmente felici di essere presenti facendo sentire la propria gioia ai festeggiati, aspetto che sinceramente ammetto di non aver sempre visto in modo altrettanto genuino dalle nostre parti.

Matrimonio Khmer – Conclusioni

Insomma… diciamo che un matrimonio è sempre un motivo di festa a prescindere e che quando si tratta del matrimonio di un amico è un momento coinvolgente e speciale anche per chi non ama particolarmente i tour de force nuziali, ma in questo caso l’esperienza non è stata paragonabile a nessuna di quelle precedentemente avute, per quanto alcune di essere siano state senza dubbio belle.

Immaginatevi in un mondo tutto nuovo circondati da persone completamente diverse da voi per tratti somatici e cultura che vi accolgono nel più caldo e coinvolgente dei modi, immaginatevi di vedere un vostro amico carissimo protagonista di quello che ai nostri occhi sembra tanto un film e immaginatevi di esserne parte accompagnandolo ufficialmente “all’altare” mentre sfoggiate a vostra volta abiti bellissimi e immersi di un fascino esotico e antico che mai avreste pensato di poter indossare, immaginate che qualsiasi cosa intorno a voi suggerisca una vera festa e la reale gioia collettiva per due persone che decidono di stare insieme anche di fronte alla propria comunità e alla cultura che li accoglie: questo è stato il mio primo matrimonio khmer, un momento che vi assicuro non potrò mai dimenticare e che annovererò per sempre tra le esperienze più belle e coinvolgenti che un viaggio e un amico abbiano mai potuto regalarmi.

Quindi grazie Paolo e grazie Theara, è stato un vero regalo poter partecipare al vostro matrimonio, quando arriverà il momento del mio (che vorrei tanto avvenisse in Antartide per motivi che non sto a specificare) sarete i primi a cui cercherò di far vivere un’esperienza anche solo paragonabile a quella che voi avete concesso a me.

Come si dice in questi casi, tanta felicità: ma quella vera, quella che tutta Prek Krabao 2 ha provato per voi nel vedervi celebrare la vostra unione in un modo tanto bello e ricco di emozioni.

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