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Laos | Introduzione ad un viaggio speciale

Uno dei tantissimi motivi per amare la Thailandia la sua posizione geografica: grazie ai suoi confini infatti permette agevolmente di estendere un viaggio sconfinando in Cambogia, Malesia, Myanmar e soprattutto in Laos.

La Thailandia rappresenta senza dubbio il mior punto di arrivo per potersi agevolmente muovere nel sudest asiatico (confrontate il costo per i voli intercontinentali su Vientiane, Ragoon o Phnom Penh rispetto a Bangkok o Kuala Lumpur), ed è quindi quasi abituale punto di partenza per i viaggiatori che decidono di visitare l’area sconfinando negli altri Paesi, per i quali una delle mete più ambite è sicuramente il Laos, paese di cui intendiamo parlare con una prossima serie di articoli.

E’ un Paese speciale il Laos e va consigliato a chiunque voglia conoscere e vivere sul serio quest’area geografica: un posto affascinante, ricco di bellezza, storia e cultura, dalla natura sconfinata e imponente, ancora quasi immutata in una terra nella quale i laotiani conducono la vita con uno stile e uno spirito profondamente diverso da quello thailandese, per quanto i due paesi confinino da nord a sud su tutto il versante orientale del Regno e per quanto la Thailandia sia comunque per i laotiani il punto di riferimento per tutto ciò che riguarda il progresso, la comunicazione e lo stile di vita (la Thailandia sta al Laos come gli Stati Uniti stanno all’Italia, vi basterà fare zapping per scoprirlo con i vostri occhi).

Come abbiamo già visto, viaggiare dalla Thailandia al Laos è praticamente una consuetudine per tutti coloro che cercano la più vicina ambasciata thailandese dove richiedere un visto, ma il Laos è molto più che uno “scalo tecnico”: è un mondo a parte che chiunque ami viaggiare zaino in spalla ha quasi il dovere di scoprire e in questo articolo ve ne daremo alcune notizie generali per permettervi di iniziare a farvi venire curiosità che presto cercheremo di togliervi con una serie di post dedicata al Laos.

 

Laos – Presentazione

Uno dei motivi principali per non lesinare sul tempo quando si decide di scoprire il Laos sta sicuramente nella varietà di ambienti naturali del tutto diversi tra loro, partendo dalle imperiose giungle del nord, passando per le sterminate pianure del centro (ricche di grotte al punto di considerare il Laos sotterraneo un paese quasi parimenti esteso rispetto a quello in superficie) terminando poi a sud, nel panorama mozzafiato delle 4.000 Isole del Mekong, fiume che può a buona ragione venir considerato come il “fil rouge” che accompagnerà tutto il vostro viaggio visto che segue longitudinalmente tutta l’estensione del paese.Un aspetto assolutamente interessante del Laos è quello legato ai suoi centri abitati: è un Paese composto da migliaia di piccolissimi centri rurali, caratterizzati da una vita di villaggio semplice e antica, e da poche città più grandi ed importanti che si presentando del tutto diverse l’una dall’altra: come Luamprabang, centro ideale del Laos settentrionale e meraviglioso patrimonio dell’Unesco, Thakhek e Pakxè, polverosi punti di riferimento centro meridionali famosissimi per le pareti di roccia e punti di partenza delle reciproche “loop” da affrontare in moto, per finire ovviamente Vientiane, capitale del paese e città dove ritrovare tutte le influenze straniere che nel tempo si sono avvicendate in Laos, partendo da quelle cinesi, passando per quelle francesi per poi concludersi con quelle statunitensi.

Questa ricchezza di influenze straniere ovviamente è parte integrante della storia del Laos che, curiosità importante quanto immeritatamente triste, risulta essere il paese più bombardato ed invaso nella storia, per quanto poi non abbia mai parte attiva o aggressiva ad alcuna guerra per la quale ha pagato con un disastro che ci metterà ancora più o meno un secolo per venire risolto (questa è la stima di tempo per la bonifica da tutte le UXO, le bombe inesplose che ancora minacciano intere aree del Paese e per le quali sono attive organizzazioni internazionali che sensibilizzano le popolazioni ed educano le nuove generazioni limitare i danno che tutt’ora avvengono quando qualcuno trova e non riconosce le bombe nascoste nella vegetazione.

Per raggiungere il Laos dalla Thailandia esistono diversi valichi, anche se i due più importanti sono certamente Hauayxai, facilmente raggiungibile da Chiang Rai e border più settentrionale, e Nong Khai, confine diretto tra Vientiane ed Udon Thani, separate da un breve tratto di strada e dal friendship bridge dove appunto sta la frontiera.

Il paese è raggiungibile via autobus e via aerea (gli aeroporti internazionali principali sono quello di Vientiane, quello di Luamprabang e quello di Pakxè), per quanto il vero must per arrivare in Laos dalla Thailandia sia senza dubbio il viaggio attraverso il Mekong a bordo della slow boat che collega Hauayxai con Luamprabang, due giorni di discesa fluviale che rimarranno senza dubbio una delle più belle e fascinose esperienze che possiate fare viaggiando nel sud est asiatico.

 

 

Laos – Un po’ di geografia

Per lasciarvi con qualche notizia utile per prepararvi ad attraversare il confine e a perdervi tra le bellezze laotiane, qui di seguito un po’ di numeri e dati che aiutano a farsi un’idea di quel che vi aspetta:Nome completo del Paese: Repubblica Popolare Democratica del Laos

Lingua ufficiale: Lao
Altre linguelingue tai-kadai, lingue mon-khmer

Capitale: Vientiane (754.000 ab. / 2009)
Forma di governo: Stato socialista con riforme di mercato
Ingresso nell’Onu: 14 dicembre 1955

Superfice totale: 236.800 km²
Popolazione: 6.200.894 ab. (2010)
Densità: 28 ab./km²
Paesi confinanti: Thailandia, Cina, Vietnam, Birmania, Cambogia

Fuso orario:
UTC +7
Prefisso telefonico: +856
Festa nazionale: 2 dicembre

Valuta: Kip Laotiano
PIL: 18 918 milioni di $ (2012)
PIL procapite: 2 847 $ (2012)

Il Clima: È regolato dai monsoni e fondamentalmente diviso in tre stagioni: la stagione secca e più fresca che va da novembre a fine febbraio; la stagione calda, che va da marzo a fine maggio, con temperature massime che arrivano anche a 36/37°C; e la stagione delle piogge, che appunto va da maggio ad ottobre ed è caratterizzata da piogge torrenziali e improvvise, grande umidità e problemi di esondazione dei fiumi. 

 

 

Laos – Un po’ di info utili

Passaporto: con validità di almeno 6 mesi dalla data di ingresso. Quando si è nel Paese non portare con sé il proprio passaporto è considerato illegale ed è un reato punibile con la morte per fucilazione (scherzo, ma sono multe molto salate).

Visto: per una permanenza di 30 giorni il visto turistico viene rilasciato direttamente nelle frontiere aeroportuali (Vientiane, Luang Prabang, Pakxé) ed in quelle terrestri e ha un costo di circa 30 dollari (necessaria foto formato tessera se non volete pagarla a parte).

Patente: internazionale (mod. Convenzione di Ginevra 1949 oppure Vienna 1968)

Carte di credito e bancomat: in Laos bancomat e POS non sono esattamente diffusissimi, il consiglio è di tenere sempre in tasca contante a sufficienza e di prelevare ogni volta che ne avete occasione. Gli sportelli ATM delle principali banche sono affidabili e il pagamento con carte di credito viene accettato solo nelle grandi strutture turistiche e realtà commerciali, io tra guesthouse e autobus non ho avuto il piacere di trovarlo. Le valute straniere principali e sempre ben accette sono il Thai Bath e il Dollaro americano.

Problemi con la legge: il Laos non è esattamente il paese più adatto per avere problemi con la legge, si sentono abbastanza frequentemente storie di corruzione soprattutto per reati legati al possesso e al consumo di stupefacenti, per i quali le pene sono estremamente severe fino ad arrivare potenzialmente alla pena di morte (questa volta non scherzo).

Elettricità: Tensione 200 volts 50Hz. È necessario munirsi di adattatori universali.

Assicurazione: Riguardo all’assicurazione vi rimandiamo assolutamente al nostro articolo di riferimento, perché che sia Thailandia, Laos o entrambi i Paesi le assicurazioni possibili sono le stesse e con le medesime condizioni. Il consiglio generale è ovviamente di farla perché non si sa davvero mai quello che può capitare: quando il sottoscritto faceva la loop di Thakhek (circa 400 km in 3 giorni) e ha disintegrato se stesso e la moto, è stato molto contento di avere un’assicurazione sanitaria (non l’ho usata, non mi sono fatto poi così male, però è stato bello sapere che se fosse andata peggio sarei stato coperto).

Laos – L’informazione più importante di tutte

C’è un’avvertenza importante da fare se state pensando di andare in Laos e tanto più se state pianificando di girarlo tutto da nord a sud, un’informazione fondamentale che nessuno considera mai ma che è la prima che darei ad un amico che chiede consiglio: viaggiare in pullman in Laos è un incubo.

E’ una situazione spesso oltre i limiti di sopportazione e, per fortuna, anche oltre i limiti del grottesco al punto da diventare tragicomica: i tempi di percorrenza saranno sempre doppi rispetto a quello che immaginate a rigore di logica (ho percorso anche 150 km in 5 ore abbondanti); viaggerete in autobus che appariranno usciti da film, con una decina di motorini e lavatrici parcheggiati sul tetto dell’autobus, quattro o cinque motorini parcheggiati dentro l’autobus e una quantità di persone che porta con sé qualsiasi cosa, da galli e galline a mobili e televisioni. Però alla fine arriverete.

L’informazione più importante di tutte quindi è che se volete viaggiare in Laos dovrete per forza viaggiare in pullman, non c’è alternativa, e le condizioni sono quelle di cui sopra, quindi fatelo organizzandovi in partenza: siate consapevoli di quello a cui andrete incontro e attrezzatevi con i vostri libri, film, musiche, giochi o videogiochi preferiti perché ne avrete un gran bisogno per portare pazienza, di cui ve ne servirà tanta.

Ultimissimo consiglio sicuramente importante per qualcuno di voi: date le condizioni di viaggio, andare in Laos con una fidanzata con la quale si è un po’ in rotta, tanto più se uno dei due non è altrettanto entusiasta di andarci o addirittura non vuole, significa matematicamente uscirne single. Per qualcuno potrebbe essere un disastro sventato, per altri un’opportunità da cogliere al volo, in qualsiasi caso ci fa piacere consigliarvi di tenere la cosa da conto.

 

 

 Laos – Conclusioni

Per testimoniare nel modo migliore quelle che sono le sensazioni generali a conclusione di un viaggio in Laos, vi lascio con un testo che avevo scritto quando ero a Pakxè e dopo tre settimane di viaggio tagliando tutto il Paese da nord a sud. Come anche il titolo suggerisce sono considerazioni un po’ romantiche ma appunto reali, e soprattutto sono le parole perfette per concludere a dovere un articolo di presentazione il Laos, un Paese in cui ho davvero amato viaggiare.

Qualche considerazione forse un po’ romantica, ma del tutto reale.
Le ultime tre settimane le ho passate in un Paese bellissimo, con una natura stupenda, ricca di ogni bellezza, ma dove la cosa speciale è sicuramente la gente. Sia ben chiaro, non gente perfetta, così come non lo è il loro Paese, ma gente proprio vera, che vive nella semplicità più assoluta senza però farsi mancare quel che conta davvero: famiglie giganti, amici sempre intorno, sorrisi, scherzi e gentilezze. Sono in un Paese dove i bambini si prendono cura dei bambini o dove imparano a lavorare di fianco ai loro padri, così che nè a loro nè alla comunità manchi mai qualcosa di fondamentale: il lavoro e la capacità di vivere autonomamente senza dipendere da altri.

 

È un Paese dove la gente si aiuta a vicenda, e ha aiutato anche me, un Paese dove un letto e due pasti al giorno non mancano a nessuno e dove tutti sono legati alla loro terra. È un Paese di contadini, allevatori, pescatori, meccanici, insegnanti, muratori e tutto fare, un Paese dove tutto si può aggiustare e dove nessuno considera da buttare nulla che non sia prima stato riparato almeno cento volte. È un paese dove la gente mangia, beve, canta, balla e fa l’amore, divertendosi davvero. Certo, non ci sono supermercati e la tecnologia è quel che è, gli abiti della domenica non sono poi tanto meglio di quelli usati dal lunedì al sabato, ma alla fine chi se ne frega? Di sicuro non sono vestiti e telefoni a creare differenze sociali.

 
Che dire, mi piace da pazzi questo Paese, per un certo verso anche se è un po’ fuori dal tempo, è un posto dove sarei voluto nascere… E no, non sto parlando dell’Italia degli anni ’50 anche se a naso era proprio così, sto parlando del Laos nel 2014. Purtroppo per noi, per fortuna per loro.
 
Ps: fanno anche gli aperitivi questi alieni qui, con il Laolao, velenoso orgoglio nazionale, a più o meno € 0,40 la bottiglia…

Che dire? Siete curiosi di questo Paese semplice quanto bello? Noi vi racconteremo tappa per tappa il viaggio all’interno del Laos con una serie di articoli che pubblicheremo nei prossimi tempi, voi però intanto iniziate a guardare i voli.

Buona scoperta

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